Bosa – Ghilarza

Giornata 33: Bosa – Ghilarza

Info tappa

Data di Partenza:
Giovedì 08/11/2018
Comuni attraversati:

Bosa, Magomadas, Flussio, Tinnura, Sagama, Scano di Montiferro, Sindia, Macomer, Borore, Aidomaggiore, Soddì, Ghilarza

Lunghezza percorso: 67,6 Km

Mappa percorsi settimanali e siti natura 2000

SIti Natura 2000

Entroterra e zona costiera tra Bosa, Capo Marargiu e Porto Tangone

Codice: ITB020041

Tipologia: ZSC Regione biografica: Mediterranea 

Other Site Characteristics

Notevole caratterizzazione d’insieme soprattutto nel settore di C. Marargiu che e’ proposto dalla Regione quale riserva naturale integrale.

Qualità e importanza

La vasta area di natura effusiva si caratterizza per le coste alte e per la limitatezza delle spiagge, per cui solamente le associazioni alofile rupicole della classe Chritmo-Limonietea sono ben rappresentate. Nelle aree più interne i boschi di Quercus ilex e, negli avvallamenti o aree con suoli più freschi, residui di formazioni di querce caducifoglie a Quercus congesta sono presenti in modo frammentato, così come le sugherete. Il paesaggio vegetale è dominato dai diversi aspetti dei prati aridi mediterranei e dalle associazioni della Cisto-Lavanduletea, fortemente legate agli incendi, molto frequenti nell’area. La macchia mediterranea è costituita da un mosaico di tipologie più o meno compatte ed evolute che si inquadrano nelle Pistacio-Rhamnetalia alterni. Le boscaglie miste di sclerofille sempreverdi dell’Oleo-Lentiscetum, a tratti presentano aspetti di veri e propri boschi. La vegetazione a Chamaerops humilis e Juniperus phoenicea ssp. turbinata è senza dubbio quella di maggiore interesse per la abbondanza della palma nana che la caratterizza. Le formazioni a Euphorbia dendroides quelle più comuni e caratterizzanti dei rocciai, che nel periodo primaverile danno la tipica colorazione rossastra al paesaggio vegetale. Nel sito risiede e si riproduce la colonia nazionale di maggiori dimensioni del Grifone; inoltre, nidificano diverse altre importanti specie animali.

Misure di Conservazione/Piano di Gestione

Piano di gestione – D.A. n. 2489/3 del 09 febbraio 2017

 

Altopiano di Campeda

Codice:  ITB021101 Tipologia:ZSC  Regione biografica: Mediterranea 

 

Other Site Characteristics

L’altopiano ha un’altezza di circa 650 mt. E’ una delle zone più fredde ed innevate della Sardegna. E’ costituito da imponenti colate basaltiche sovrapposte. Si presenta come un territorio estremamente omogeneo dal punto di vista paesaggistico essendo composto per l’86% da steppe. Si caratterizza inoltre per la ricchissima presenza di siti archeologici, tutti facenti parte del periodo nuragico. All’interno del SIC sono presenti numerose aziende agrozootecniche a pratica estensiva che hanno contribuito all’espansione e al mantenimento dell’habitat seminaturale “Percorsi sub-steppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea” che sopravvive grazie alla loro presenza. Importante è anche la presenza delle acque stagnanti con vegetazione dei Littorelletea e/o degli Isoeto-Nanojuncetea e le Dehesas con Quercus spp. sempreverde.

Qualità e importanza

Il paesaggio vegetale dell’altopiano di Campeda è fondamentalmente costituito da popolamenti erbacei mesofili, riferibili al Cynosurion, con prevalenza di specie erbacee perenni (emicriptofite) che mantengono lo strato verde per un periodo di tempo superiore rispetto alle zone di minore quota. Vulpia sicula, Cynosurus cristatus, Cynosurus polibracteatus, Agrostis stolonifera, Poa pratensis, Lolium perenne sono le specie più comuni anche se la fisionomia del prato viene dato da Asphodelus microcarpus, Ferula communis, Thapsia garganica, Pteridium aquilinum e Carlina corymbosa. Nelle aree di ristagno idrico temporaneo è frequente l’Isoëtion con diverse specie di Isoëtes, mentre e lungo i corsi d’acqua sono caratteristici i tappeti di ranunculus aquatilis e Callitriche sp. Gli aspetti dei prati aridi mediterranei (Thero-Brachypodietea) sono limitati agli affioramenti rocciosi e ai suoli a debole spessore e più sciolti. La componente forestale e limitata a pascoli arborati misti (dehesas) di Quercus pubescens/Quercus congesta e Quercus suber. Grazie alla presenza dei campi coltivati e delle aree di pascolo il SIC è una delle poche zone della Sardegna di riproduzione della Gallina prataiola, specie elencata nell’Allegato I della Direttiva 79/409/CEE, particolarmente rara e protetta in quanto in pericolo di estinzione.

Misure di Conservazione/Piano di Gestione

Piano di gestione – D.A. n. 6105 rep. N. 2 del 25/03/2

 

Catena del Marghine e del Goceano

Codice: ITB011102 Tipologia:  ZSC  Regione biografica: Mediterranea 

 

Other Site Characteristics

Le caratteristiche generali del sito mostrano un’area di rilevante interesse geologico prevalentemente granitica con significativa presenza di scisti e calcari paleozoici e da rocce Ignee effusive ed intrusive.Nel sito sono presenti anche dei “Inselberg”, rilievi isolati al di sopra di zone pianeggianti, costituiti da grossi blocchi di rocce granitiche e caratterizzati da superfici laterali ripidissime e “Tafoni”, aree granitiche interessate da fenomeni erosivi dovuti all’idrolisi dei silicati, che conferiscono all’area interessata le forme più disparate. Nell’area ricade un parte dell’altopiano basaltico di Campeda, molto esposto ai venti, che ricorda molto l’aspetto delle steppe fredde ed è solcato da piccole vene d’acqua e cosparsa di rade sugherete

Qualità e importanza

La vasta area del Marghine-Goceano presenta i complessi forestali maggiormente estesi della Sardegna caratterizzati dai boschi di Quercus ilex, Quercus caducifoglie e Quercus suber, generalmente misti con le importanti facies a Ilex aquifolium, Acer monspessulanum e Sorbus torminalis nelle aree montane più elevate. Aspetti forestali di notevole interesse in quanto richiamano le foreste primigenie sono dati dalle formazioni a Taxus baccata e Ilex aquifolium di Mularza Noa e di Sos Niberos, con alberi di grandi dimensioni e soprattutto sicuramente pluri-centenari e forse millenari. Tra le specie forestali di interesse si segnala la presenza dei nuclei di ceppi selvatici di Prunus avium di Sas Cariasas. La vegetazione riparia è data dalle formazioni a Salix sp.pl. con Osmunda regalis e ad Alnus glutinosa sia nelle zone basse che nelle zone di quota. Sui diversi substrati acquistano rilevanza le garighe a geniste endemiche mediterranee, che occupano ampi spazi nelle aree di quota, sia rocciose, sia degradate dal pascolo e dagli incendi. Su tutto il piano culminale oltre i 900 m di quota si sviluppa, per lo più frammiste alle garighe, Thymus herba-barona componente essenziale e caratterizzante delle stesse garighe nei substrati silicei. Sono presenti numerose aree umide inondate temporaneamente o corsi d’acqua debolmente fluenti, riferibili ai prati umidi dell’ordine della Callitricho-Potametalia con numerose specie igrofile endemiche (es. erastium palustre, Oenanthe lisae), e alla classe della Montio-Cardaminetea ed in particolare all’Isoetion. Tutta la fascia di alta quota è particolarmente ricca di specie endemiche, tra cui Rubus arrigonii ad areale puntiforme ed esclusivo del sito di Sos Niberos. E’ notevole la presenza del giardino storico di Badde Salighes con numerose specie arboree esotiche. L’area si caratterizza anche per le introduzioni di diverse specie esotiche per rimboschimento. Importante sito di nidificazione di Accipiter gentilis.

Misure di Conservazione/Piano di Gestione

Piano di gestione – D.A n. 22 del 28/02/2008

 

Media Valle del Tirso e Altopiano di Abbasanta – Rio Siddu

Codice: ITB031104 Tipologia: SIC   Regione biografica: Mediterranea 

 

Other Site Characteristics

l Sito è fondamentalmente costituito da due aree con caratteristiche ambientali e paesaggistiche differenti:  a) l’altopiano di Abbasanta e Paulilatino, di origine vulcanica (trachite) successivamente ricoperto da colate basalti, che è delimitato ad ovest dal complesso montano del Montiferru e a nord dalla catena del Marghine, mentre a sud degradata verso la piana dell’alto Campidano e ad est confina con l’area collinare del Barigadu.  b) la media valle del Fiume Tirso, il corso d’acqua più importante della Sardegna, comprendente il Lago artificiale dell’Omodeo, interamente ricompresso all’interno del SIC.  La prima area è caratterizzata dalla presenza di vaste superfici a olivastro presente nelle forme più evolute di vegetazione forestale ed arbustiva, che si alternano ad ambienti steppici, praterie erbacee e macchia mediterranea (con prevalenza di mirto e lentisco) interessate da attività di pascolo, soprattutto bovino. Nell’altopiano è ben rapresentata anche la sughera che occupa le superfici pianeggianti, anche se le formazioni forestali di questa specie sono quasi ovunque scomparse. Significativa sull’altopiano la presenza degli stagni temporanei ad essiccamento estivo, i cosiddetti “pauli” e “pischinas”, nei quali si sviluppano comunità vegetali azonali caratterizzate dalla presenza di alcune specie vegetali di grande interesse biogeografico ed importanza conservazionistica. Questi stagni un tempo interessavano una superfice molto ampia, mentre oggi molti di essi sono stati modificati da opere di drenaggio per recuperare terreni pianeggianti da destinare al pascolo.  Il Lago dell’Omodeo, rappresenta invece un’area storicamente condizionata dall’artificialità conseguente all’intervento dell’uomo sulla regimazione del corso del Fiume Tirso. Il Lago rappresenta comunque un importante e caratterizzante elemento paesaggistico ed ambientale, oltrechè una risorsa determinante per l’attuale e futuro sviluppo economico dell’intera area dell’Alto Oristanese e del Barigadu.   Dal punto di vista naturalistico, in questa area del SIC la vegetazione climatica ed edafo-xerofila a Leccio, che si sviluppa soprattutto nei versanti della Valle del Tirso, è principalmente rappresentata da cenosi sempreverdi a dominanza di leccio e macchia mediterranea.  Sono presenti anche le querce caducifoglie (Roverella – Quercus gr. pubescens), limitate ai versanti più freschi del Lago Omodeo, la vegetazione meso-igrofila dei substrati ricchi d’acqua e la vegetazione fluviale caratterizzata da formazioni boschive di pioppo, salici, olmi, frassini, tamerici, ed alloro

Qualità e importanza

Il sito ha una elevata importanza conservazionistica in quanto in esso sono presenti numerosi habitat e specie di interesse conservazionistico. Esso rappresenta infatti una delle poche località in Sardegna in cui csono presenti formazioni a Laurus nobilis, habitat prioritario della Direttiva 92/43/CEE. Il Sito è inoltre zona di riproduzione della Gallina Prataiola, specie avifaunistica particolarmente protetta in quanto rara e a elevato rischio di estinzione, elencata nell’Allegato I della Direttiva 79/409/CEE.

Misure di Conservazione/Piano di Gestione

Piano di gestione – D.A n. 11977/DecA/11 del 11/05/2010

 

Altopiano di Abbasanta

Codice: ITB023051 Tipologia: ZPS Regione biografica: Mediterranea 

 

Other Site Characteristics

La valle è delimitata a settentrione dal Monte Ferru e dal Marghine che racchiude l’Altopiano di Abbasanta di natura vulcanica (trachite) successivamente ricoperto di basalto. Nella parte occidentale le roccie formano le caratteristiche “Cuestas”. La valle è in parte occupata dall’importante lago artificiale Omodeo, da prati a terofite e pascoli arborati di sughera, attraversati dal corso medio del fiume Tirso. Il rio Siddo, canale profondo un centinaio di metri, è costituito da rocce vulcaniche plio-plistoceniche con prevalenza di basalti alcalini e transizionali con livelli scoriacei alla base della colata. I suoli sono classificabili come Typic Xerochrepts e subordinatamente Lithic-Ruptic. Il clima è mesomediterraneo medio umido.

Qualità e importanza

Il sito rappresenta una delle poche località in Sardegna in cui sono presenti formazioni a Laurus nobilis, habitat prioritario della Direttiva 92/43/CEE. E’ zona di riproduzione della gallina prataiola specie elencata nell’Allegato della Direttiva 79/409/CEE

Misure di Conservazione/Piano di Gestione

Piano di Gestione in fase di valutazione