Calatabiano – Floresta

Tappa 93: Calatabiano – Floresta

Info tappa

Data di Partenza: 

Da definire

Comuni attraversati

Calatabio, Castiglione di Sicilia, Francavilla di Sicilia, Gaggi, Graniti, Malvagna, Moio Alcantara, Montalbano Elicona, Motta Camastra, Raccuja, Randazzo, Roccella Valdemone, San Piero Patti, Santa Domenica Vittoria, Taormina, Ucria, Floresta

Lunghezza percorso: km 56,8

Mappa percorsi settimanali e Sistema delle Aree protette terrestri

SIti Natura 2000

ITA030036

Riserva naturale del Fiume Alcantara

ZSC – Regione Biogeografica Mediterranea

Other Site Characteristics

Quest’area comprende gran parte del bacino del fiume Alcantara che attraversa substrati geologicamente piuttosto vari rappresentati da coltri laviche basaltiche, metamorfiti, calcareniti ed arenarie. Nei tratti basaltici forma in seguito ad una profonda erosione delle spettacolari gole. Si sviluppa a quote comprese tra il livello del mare e circa 600 m in un area interessata da un bioclima compreso tra il termomeditteraneo inferiore ed il mesomediterraneo con ombrotipo subumido superiore. La vegetazione è rappresentata soprattutto nei tratti più incassati da ripisilve a Platanus orientalis e Salix gussonei, mentre nei tratti più ampi si rinvengono boscaglie a varie specie di Salix e formazioni a Nerium oleander. I tratti con letti ciottolosi tipo fiumara sono colonizzati da cespuglieti ad Helichrysums italicum, mentre lungo le sponde sommerse sono frequenti formazioni igrofile ad elofite o a idrofite semisommerse. Sui versanti rocciosi sono frequenti lembi i macchia ad Euphorbia dendroides o boschi a Quercus virgiliana o più raramente a Quercus ilex.

Quality and importance

Si tratta di un sito di notevole rilievo paesaggistico e naturalistico per la presenza di forre profonde attraversate dalle acque spesso turbolente costituenti rapide o piccole cascate. Significative sono inoltre le ripisilve a platani, con alcuni alberi di grandi dimensioni che spesso ricoprono lunghi tratti delle sponde fluviali. Si rinvengono inoltre diverse entità che nell’area regionale sono rare o ritenute di rilevante interesse fitogeografico.Il sito ospita una interessante erpetofauna, che annovera una cospicua porzione delle specie siciliane, alcune delle quali meritevoli di attente emirate misure di salvaguardia. Molto ricca ed articolata la fauna invertebrata soprattutto per quanto riguarda le specie dulcaquicole e riparie. Numerosi sono gli endemiti siculi e talora nebrodensi e/o le specie rare e stenotope.

Piano di Gestione/Misure di Conservazione

D.D.G. 277/2017

Misure di Conservazione

 

ITA070027

Contrada Sorbera e Contrada Gibiotti

ZSC – Regione Biogeografica Mediterranea

Other Site Characteristics

Si tratta di un’area collinare con rilievi blandi a quote non superiori a 600 m, intervallate da valli fluviali che in alcuni punti si aprono a fiumara. Geologicamente risulta costituita prevalentemente da rocce metamorfiche. Il bioclima è compreso tra il termomediterraneo e il mesomeditteraneo con ombrotipo subumido inferiore. La vegetazione naturale risulta rappresentata da formazioni boschive decidue a Quercus virgiliana. Frequenti sono gli aspetti di sostituzione come la macchia ad Euphorbia dendroides, le praterie ad Ampelodesmos mauritanicus e le boscaglie dell’Oleo-Ceratonion. Lungo i corsi d’acqua, si rinvengono talora ripisilve a platano e salici o più raramente formazioni ad oleandro. Lungo le fiumare sono frequenti aspetti glareicoli ad Helichrysum italicum.

Quality and importance

Si tratta di un’area piuttosto degradata a causa di diversi fattori antropici. Dal punto di vista naturalistico le emergenze principali sono i boschi caducifogli, le ripisilve e le formazioni glareicole delle fiumare. Si rinvengono inoltre diverse entità che nell’area regionale sono rare o ritenute di rilevante interesse fitogeografico. Il sito è caratterizzato dalla presenza di lembi relitti di formazioni a Laurus nobilis. La fauna vertebrata non presenta emergenze naturalistiche di particolare rilevanza. Fra gli invertebrati è da segnalare Hennedyia annulitarsis per la quale il sito rappresenta l’unica stazione italiana ed una delle pochissime in Europa. Si tratta di una specie di eccezionale valore faunistico e biogeografico, appartenente ad genere e ad una specie endemici della regione mediterranea. Fra la fauna invertebrata sono comunque presenti anche endemiti e specie rare, talora molto localizzate.

Piano di Gestione/Misure di Conservazione

D.D.G. 277/2017

Misure di Conservazione

 

ITA030034

Rocche di Roccella Valdemone

ZSC – Regione Biogeografica Mediterranea

Other Site Characteristics

Questo sito riguarda un’area montana della catena dei Peloritani a quote comprese fra 800 e 1300 m, costituita essenzialmente da rocce metamorfiche, quali scisti e gneiss. Il bioclima è compreso fra il mesomediterraneo e il supramediterraneo con ombrotipo umido inferiore. Significativa è qui la presenza di boschi caducifogli a Quercus cerris e a Quercus virgiliana. Oltre a queste formazioni boschive si rinvengono numerosi aspetti di degradazione fra cui cespuglieti mesofili a dominanza di arbusti spinosi e pascoli mesofili del Plantaginion cupani.

Quality and importance

In questo sito, di particolare interesse naturalistico e paesaggistico sono i boschi mesofili a querce caducifoglie, ancora ben conservati e ricchi floristicamente. Si rinvengono inoltre diverse entità che nell’area regionale sono rare o ritenute di rilevante interesse fitogeografico. Il sito ospita specie di invertebrati ad ampia valenza ecologica legate ad ambienti aperti, ma anche elementi faunistici di più antica origine legati alle fasi climatiche caldo-xeriche che hanno caratterizzato la fine del Terziario. Queste specie, rimaste accantonate e sopravvissute in limitati distretti della nostra isola durante le successive fasi temperato-umide e le glaciazioni quaternarie, in tempi recenti hanno trovato nei pascoli un ambiente in cui espandersi, entrando in competizione con quelle ad ampia valenza ecologica. Esse potrebbero trovarsi in condizioni critiche in caso di degradazione e impoverimento di questo ambiente

Piano di Gestione/Misure di Conservazione

XXXXX DDG N. 536/2010

 

 

 

ITA030005

Bosco di Malabotta

ZSC – Regione Biogeografica Mediterranea

Other Site Characteristics

Questo sito riguarda un’area montana della catena dei Peloritani a quote comprese fra i 1100 e 1300 m, costituita essenzialmente da rocce metamorfiche quali scisti e gneiss. Il bioclima è di tipo supramediterraneo umido inferiore. Significativa è qui la presenza di estese faggete depresse legate a condizioni microclimatiche piuttosto umide per la presenza di un regime di nebbie. Si tratta di faggete extrazonali che si sviluppano in ambienti vallivi all’interno della fascia interessata da cerrete che occupano in questa area le stazioni più aperte e meno inclinate. Oltre a queste formazioni boschive si rinvengono numerosi aspetti di degradazione fra cui cespuglieti mesofili a dominanza di arbusti spinosi e pascoli mesofili del Plantaginion cupani.

Quality and importance

In questo sito, di particolare interesse naturalistico e paesaggistico sono le faggete extrazonali, come pure i boschi di cerro, che rappresentano gli unici esempi attualmente esistenti sulla catena dei Peloritani. Si tratta nel complesso di boschi ancora ben conservati e ricchi floristicamente. Si rinvengono inoltre diverse entità che nell’area regionale sono rare o ritenute di rilevante interesse fitogeografico. La ricchezza della fauna è elevatissima sia per quanto riguarda i Vertebrati selvatici che annoverano numerose specie a rischio di estinzione nella nostra isola tra le quali meritano di essere menzionate il Gatto selvatico, la Martora e molti grandi Rapaci, e soprattutto nell’ambito della fauna invertebrata che è rappresentata da numerosissime specie spinte verso sud dalle ultime glaciazioni, per le quali il sito rappresenta uno degli ultimi rifugi presenti nella nostra isola. Le popolazioni di queste specie, essendo le più meridionali del loro areale di distribuzione, sono spesso caratterizzate rispetto alle popolazioni europee da una sensibile diversità genetica, che risulta di grande interesse per studi sull’evoluzione biologica. In alcuni casi siamo in presenza di specie neoendemiche differenziatesi per isolamento dalla primitiva specie “madre” europea. La presenza di valli, boschi, torrenti, etc. in condizioni di elevata naturalità, garantisce anche la persistenza di un contingente di specie più antiche (paleotirreniche e paleomediterranee), che rappresentano una sorta di memoria storica delle faune esistenti in Sicilia in epoche prequaternarie.

Piano di Gestione/Misure di Conservazione

XXXXX DDG N. 536/2010   Piano di gestione Monti Nebrodi decreto n. 883 del 25/11/2011

 

ITA030035

Alta Valle del Fiume Alcantara

ZSC – Regione Biogeografica Mediterranea

Other Site Characteristics

Questo sito interessa l’alto bacino del fiume Alcantara con quote comprese tra i 700 e i 1400 m. Geologicamente l’area è caratterizzata da substrati prevalentemente silicei quali flysch, scisti e gneiss. Il bioclima è compreso tra il mesomediterraneo e suprameditteraneo con ombrotipo compreso tra il subumido inferiore e l’umido inferiore. La parte più elevata dell’area rientra invece nel supratemperato submediterraneo con ombrotipo umido inferiore. Dal punto di vista vegetazionale l’area è caratterizzata da formazioni boschive che ricoprono i versanti della valle e sono rappresentati in basso da querceti caducifogli a Quercus congesta o a Quercus cerris, da querceti sempreverdi a Quercus ilex, mentre nella parte più alta sono diffuse le faggete. In mezzo a questi boschi si rinvengono in modo sparso pascoli mesofili e arbusteti con dominanza di nanofanerofite spinose. Lungo il corso d’acqua si rinvengono lembi di boschi ripariali a salici e pioppi e aspetti di vegetazione igrofila ad elofite e sommersa ad idrofite.

Quality and importance

L’importanza del sito è da attribuire soprattutto al fiume Alcantara con la parte alta del suo bacino. Si tratta infatti di un’ampia valle caratterizzata sia sul fondo che lungo i versanti da formazioni boschive di vario tipo come faggete, cerrete, leccete e quercete decidue. Questi boschi in parte sono abbastanza ben conservati, ma a causa del pascolo e del taglio sono spesso sostituiti da aspetti di degradazione quali pascoli ed arbusteti. Qui si trovano anche diverse entità che nell’area regionale sono rare o ritenute di rilevante interesse fitogeografico.Il sito ospita una interessante erpetofauna, che annovera una cospicua porzione delle specie siciliane, alcune delle quali meritevoli di attente e mirate misure di salvaguardia. Molto ricca ed articolata la fauna invertebrata sia per quanto riguarda le specie dulcaquicole e riparie, che quelle nemorali. Numerosi sono gli endemiti siculi e talora nebrodensi e/o le specie rare e stenotope.

Piano di Gestione/Misure di Conservazione

DDG N. 883/2011

Misure di Conservazione

 

ITA030043

Monti Nebrodi Mediterranea

ZPS – Regione Biogeografica Mediterranea

Other Site Characteristics

La catena dei Nebrodi occupa una posizione intermedia tra la catena dei Peloritani ed il massiccio delle Madonie, sviluppandosi lungo il versante settentrionale della Sicilia. Si tratta di un’area montuosa con quote che partono dal livello del mare fino a 1950 m in corrispondenza di Monte Soro. Geologicamente l’area è caratterizzata da substrati prevalentemente silicei quali flysch, scisti e gneiss, mentre rari sono gli affioramenti carbonatici mesozoici che hanno la loro massima espressione nelle Rocche del Crasto presso Alcara Li Fusi. Il bioclima è compreso tra il termomediterraneo e suprameditteraneo con ombrotipo compreso tra il subumido inferiore e l’umido inferiore. La parte più elevata dei Nebrodi rientra invece nel supratemperato submediterraneo con ombrotipo umido inferiore. Si distingue un versante settentrionale più umido rivolto verso il Tirreno e uno più xerico meridionale rivolto verso il centro della Sicilia in quanto non è direttamente interessato dalle correnti umide marine. Quest’area viene considerata come il polmone verde della Sicilia in quanto ricca di vegetazione forestale. Le formazioni boschive sono rappresentate da faggete termofile ricche in agrifoglio diffuse al di sopra dei 1300-1400 m. A quote inferiori sono diffusi i boschi di cerro, mentre al di sotto dei 900-1000 m si rinvengono normalmente sugherete, leccete e boschi misti a dominanza di Quercus congesta o talora di Quercus gussonei, e di boschi termofili a Quercus virgiliana. Più localizzati ed in genere rappresentati da piccoli lembi sono i boschi relitti a tasso ed agrifoglio, legati a stazioni altomontane interessate per gran parte dell’anno da un regime di nebbie. Di rilevante interesse sono pure i boschi misti a leccio e a carpino nero che normalmente si localizzano su substrati calcarei e in ambienti di forra. Ben rappresentati sono i prati-pascoli mesofili, diffusi soprattutto nelle superfici più o meno pianeggianti e ricchi in specie endemiche o rare, mentre nei tratti più acclivi e rocciosi si rinvengono bassi cespuglieti orofili. Interessante è pure la vegetazione igrofila che si localizza nelle depressioni umide e attorno ai laghetti montani fra cui in particolare il Biviere di Cesarò, la quale ospita specie di notevole rilievo fitogeografico appartenenti all’elemento eurosiberiano. In particolare le superfici lacustri con acque perenni ospitano aspetti molto peculiari e specializzati ricchi in idrofite sommerse o galleggianti. Altri aspetti vegetazionali rilevanti sono rappresentati dagli habitat rupestri o semirupestri colonizzati da comunità casmofile ricche in endemismi che prediligono le pareti più o meno verticali. Sulle creste e sui versanti rocciosi si localizza spesso una macchia termofila ad Euphorbia dendroides. Gli aspetti di degradazione più diffusi sono i cespuglieti ricchi in specie spinose decidue diffuse soprattutto nelle zone montane, mentre in quelle collinari sono frequenti le lande a cisti ed Erica arborea. Sui substrati calcarei e marnosi prevalgono invece le praterie ad Ampelodesmos mauritanicus. I brecciai ed i letti ciottolosi dei torrenti sono normalmente colonizzati da aspetti pionieri glareicoli a piccoli cespugli. Fra le formazioni igrofile riveste un certo interesse la vegetazione a Petagnaea gussonei, che si localizza in prossimità di sorgenti e lungo i rivoli sempre in condizioni di notevole ombreggiamento. Da segnalare inoltre sono i boschi e le boscaglie ripariali a salici e pioppi.

Quality and importance

I Nebrodi rivestono un grande interesse naturalistico, essi infatti, pur essendo sottoposti ad una forte pressione antropica, rappresentata essenzialmente da attività agrosilvopastorali, conservano ancora ambienti di grande rilevanza naturalistica e paesaggistica. La ricchezza della fauna si manifesta soprattutto nell’ambito dei gruppi animali di piccole dimensioni, che, per la loro abbondanza numerica, sono riusciti, almeno parzialmente, a sfuggire alle distruzioni operate dall’uomo. Non a caso le ricerche scientifiche, alcune delle quali ancora in corso, hanno portato alla scoperta di numerose specie nuove per la scienza, o per la fauna siciliana.Una parte rilevante della fauna dei Nebrodi è rappresentata da specie spinte verso sud dalle ultime glaciazioni, per le quali i boschi montani, le vallate percorse dai torrenti, le sorgenti e gli stagni, costituiscono, nelle attuali condizioni climatiche, gli ultimi rifugi presenti nella nostra isola. Le popolazioni di queste specie, essendo le più meridionali del loro areale di distribuzione, sono spesso caratterizzate rispetto alle popolazioni europee da una sensibile diversità genetica, che risulta di grande interesse per studi sull’evoluzione. In alcuni casi siamo in presenza di specie neoendemiche differenziatesi per isolamento dalla primitiva specie “madre” europea. La presenza di valli, boschi, torrenti, etc. in condizioni di relativa naturalità, garantisce anche la persistenza di un contingente di specie più antiche (paleotirreniche e paleomediterranee), che rappresentano una sorta di memoria storica delle faune esistenti in Sicilia in epoche prequaternarie. Per quanto riguarda i Vertebrati selvatici i Nebrodi costituiscono, ancora oggi, il territorio siciliano che offre le maggiori opportunità di sopravvivenza per numerose specie a rischio di estinzione nella nostra isola tra le quali meritano di essere menzionate il Gatto selvatico, la Martora e molti grandi Rapaci. Si può quindi affermare che i Nebrodi rappresentano senza alcun dubbio il territorio che in modo più significativo ha conservato le testimonianze della storia delle forme viventi sulla nostra isola. La catena dei Nebrodi rappresenta un’area di notevole interesse naturalistico e paesaggistico. Essa rientra in massima parte all’interno del parco dei Nebrodi e risulta caratterizzata dalla presenza di numerose specie rare ed endemiche localizzate soprattutto in habitat nemorali, umidi e nei pascoli. All’interno di questo sito si trovano le formazioni boschive di maggiore estensione e rilievo geobotanico della Sicilia. In particolare sono qui ben rappresentate le faggete, che ricoprono la parte centrale e più elevata della catena montuosa, le cerrete che normalmente stanno a contatto verso l’alto con le faggete e verso il basso con i boschi sempreverdi di sughera e leccio. Un ruolo importante è ricoperto dalle praterie mesofile utilizzate come pascolo estivo dal bestiame (ovini, bovini ed equini) nei quali si localizzano numerose specie endemiche o rare. Quest’area inoltre è ricca di depressioni periodicamente inondate e di ambienti lacustri che incrementano notevolmente la sua biodiversità in quanto ricche di igrofite ed idrofite esclusive di questi habitat estremamente specializzati.

Piano di Gestione/Misure di Conservazione

DDG N. 883/2011

Misure di Conservazione

ALTRE AREE PROTETTE

EUAP0859   PNR          Parco fluviale dell’Alcantara (relazione illustrativa)

EUAP1126     RNO         Bosco di Malabotta

EUAP0226        PNR     Parco dei Nebrodi