fbpx

Elementi del paesaggio e aspetti naturalistici

Elementi del paesaggio

Il percorso di questa seconda settimana parte da Bisceglie, risale a nord lungo la costa Adriatica verso Barletta, da dove devia poi verso l’interno della Puglia, terminando, dopo una serie di cambi di direzione sud-ovest e nord-est, a Gravina di Puglia; per la tappa pubblica ci si sposta poi da Gravina a Ruvo di Puglia, dove si farà un percorso ad anello Ruvo – Castel del Monte – Ruvo. Protagonisti di questa seconda settimana di percorso sono la Valle del fiume Ofanto e l’Alta Murgia, ma viene attraversata anche una parte della Murgia Bassa (denominata Puglia centrale).

Il tratto Bisceglie – Barletta, lungo la costa Adriatica, fa parte della piana olivicola del nord barese, una zona all’interno del territorio della Puglia centrale. Come dice la stessa denominazione, questa zona è caratterizzata da un paesaggio rurale fortemente interessato dalla presenza di oliveti, che verso Trani si associano a vigneti e in minor luogo a colture seminative. La parte più interna è invece occupata quasi esclusivamente dall’oliveto, presente sia a trama larga che a trama fitta. Il terreno è di origine carsica, quindi costituito per la maggior parte da rocce calcaree, e l’idrografia superficiale risultante è quella tipica di questi terreni, di tipo essenzialmente episodico, con presenza di incisioni (come le Lame, incisioni fluvio-carsiche che fanno parte di un reticolo idrografico superficiale attivo in tempi remoti e ormai non più attive).

Da Barletta si devia verso sud-ovest, attraversando buona parte della bassa e della media Valle dell’Ofanto e incrociando la ZSC Valle Ofanto – Lago di Capaciotti (IT9120011). La Valle dell’Ofanto è costituita da una porzione ristretta di territorio che si estende parallelamente ai lati del fiume stesso, che fa da corridoio naturale, caratterizzata essenzialmente da depositi alluvionali, prevalentemente ciottolosi, articolati in una serie di terrazzi laterali. In più luoghi è possibile osservare gli effetti delle numerose bonifiche effettuate nell’area e le diverse forme di occupazione e trasformazione antropica degli alvei dei corsi d’acqua. Tutta l’area è caratterizzata da una forte presenza di attività agricola: il territorio dell’Ofanto risulta essere estremamente produttivo, ricco di colture arboree e di seminativi irrigui, e le tipologie di colture più diffuse sono vigneto/seminativo e oliveto/seminativo. Il vigneto che caratterizza la media valle, grossomodo lungo la direttrice Cerignola-Canosa, risulta essere di alto valore ecologico: presente fin dall’800, questo costituisce l’elemento principale di un mosaico agrario, in alternanza con frutteto e oliveto, che ancora mantiene una certa naturalità. Nella valle si segnala anche una significativa presenza di impianti eolici lungo i versanti fluviali, e negli ultimi anni anche fotovoltaici.

Il percorso, nella terza giornata, da Spinazzola prende la direzione nord-est fino a Corato e poi, nella quarta giornata, riscende verso sud-ovest fino a Gravina di Puglia. In queste due giornate di percorso si attraversa l’Alta Murgia, territorio caratterizzato dal rilievo morfologico dell’altopiano e dalla prevalenza di vaste superfici a pascolo e a seminativo che si sviluppano fino alla fossa Bradanica (parte meridionale dell’Avanfossa adriatica, che si è originata in seguito all’inflessione della placca adriatica sotto l’Appennino) (per ulteriori informazioni sulla tettonica dell’area vedi link seguente: http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/periodicitecnici/memorie/memorielxxvii/memdes-77-lazzari.pdf). L’Alta Murgia è costituita da un’ossatura calcareo-dolomitica; la zona è essenzialmente carsica, il che determina il fatto che l’idrografia superficiale è di tipo episodico, con corsi d’acqua privi di deflussi se non in occasione di eventi meteorici molto intensi. La peculiarità di questo paesaggio è determinata dalla presenza di forme morfologiche aspre dovute al carsismo, quali le valli delle incisioni (le Lame e le gravine), le doline, gli inghiottitoi e gli ipogei. Localmente si rinvengono vere e proprie singolarità di natura geologica e di conseguenza paesaggistica, quali grandi doline (ad. es. il Pulo di Altamura), ipogei di estese dimensioni (ad es. le Grotte di Castellana), Lame, valli interne (ad es. il Canale di Pirro), orli di scarpata di faglia. Questo territorio è suddiviso in tre zone che hanno caratteristiche molto diverse: l’altopiano Murgiano, la fossa Bradanica e la sella di Gioia del Colle. L’altopiano Murgiano è vasto e poco elevato, con quote massime sui 350 m. I paesaggi di questa zona sono molto diversificati: l’altopiano vero e proprio è caratterizzato da quella che viene chiamata pseudosteppa, un luogo aspro e brullo, dalla morfologia leggermente ondulata, dove sono presenti pascoli rocciosi e seminativi; nella parte orientale il paesaggio è essenzialmente arborato, con prevalenza di oliveti, mandorleti e vigneti; verso sud-ovest invece l’altopiano precipita verso la fossa Bradanica con una balconata rocciosa, chiamata “Costone Murgiano”, caratterizzata da profondi valloni, steppa erbacea con roccia affiorante e un suggestivo sistema di rocce superficiali. La fossa Bradanica presenta caratteristiche ambientali del tutto diverse dall’altopiano, essendo formata da depositi argillosi e profondi di natura alluvionale, che determinano un paesaggio di basse colline ondulate, con presenza di corsi d’acqua superficiali e formazioni boscose sparse. La sella di Gioia del Colle è una grande depressione dell’altopiano che scende al di sotto dei 350 m: rappresenta una transizione tra l’Alta Murgia e la Murgia dei trulli, e il paesaggio corrispondente è già quello tipico di quest’ultimo territorio, con un aspetto collinare in cui si alternano aree boscate ad aree coltivate (cereali, foraggere, vigneti e oliveti).

La tappa pubblica si svolge lungo un percorso ad anello che congiunge Ruvo di Puglia con Castel del Monte. Quest’ultimo si trova all’interno del territorio del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Il castello rappresenta un importante bene architettonico della Puglia, inserito dall’UNESCO nella lista dei patrimoni dell’Umanità dal 1996. È una fortezza del XIII secolo e ha una struttura molto riconoscibile, ottagonale, e su ognuno degli spigoli si innestano otto torri della stessa forma.

 

Aspetti naturalistici

Il principale elemento naturalistico del territorio della Puglia centrale è rappresentato dalla distesa di oliveti che, quasi senza soluzione di continuità, partendo dalla costa raggiunge la base dell’altopiano Murgiano; nella parte sud-est a questa si aggiunge in maniera preponderante il vigneto. In questo sistema agricolo gli elementi di naturalità sono rappresentati quasi esclusivamente dai corsi delle Lame, dalla vegetazione ad essi associata e da boschi sparsi che coprono una superficie di appena lo 0,7% dell’intero territorio. Di valore rilevante ai fini della conservazione della biodiversità è l’esteso sistema di muretti a secco, presente ovunque in queste zone: spesso lungo i muretti è insediata della vegetazione naturale, sotto forma di macchia arbustiva; inoltre questo sistema rappresenta anche un’importante infrastruttura della rete ecologica utile allo spostamento delle specie. Nel Comune di Ruvo di Puglia, in località Parco del Conte, è presente un residuo di bosco tipico dei querceti che in passato dovevano ricoprire tutta quest’area.

Il territorio della Valle dell’Ofanto è di tipo collinare, ed è caratterizzato ovviamente dalla presenza del fiume omonimo. Tra la bassa e la media valle dell’Ofanto esistono minime differenze paesaggistiche e ambientali, essendo entrambe interessate in maniera significativa da attività di natura agricola, in particolare colture cerealicole e vigneti. Il valore naturalistico principale di questo territorio coincide strettamente con il corso fluviale dell’Ofanto e del Locone (affluente in riva destra dell’Ofanto). Lungo questi corsi d’acqua si rilevano i principali residui di naturalità rappresentati, oltre che dal corso d’acqua in sé, dalla vegetazione ripariale residua associata: quest’ultima è infatti individuata come l’habitat d’interesse comunitario 92A0 – Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba, e qui si trovano alcuni esemplari di pioppo bianco (Populus alba L. appunto) fra i più maestosi dell’Italia meridionale. Da segnalare infine la presenza di zone umide residue, che assumono una certa importanza in quanto situate lungo le rotte migratorie dell’avifauna. Lungo l’intero corso fluviale dell’Ofanto è stata perimetrata la ZSC Valle Ofanto – Lago di Capaciotti (IT9120011), e successivamente i valori naturalistici hanno portato all’istituzione del Parco Naturale Regionale Fiume Ofanto (Legge Regionale n. 37 del 14 dicembre 2007, poi variata nella perimetrazione con successiva Legge Regionale n. 7 del 16 marzo 2009). Nel territorio sono presenti anche due bacini artificiali, quello di Capaciotti e quello del Locone: il primo non appare di grande valore, in quanto troppo artificializzato; il secondo, pur essendo artificiale, presenta tratti più naturali, assumendo così una certa importanza per la conservazione della biodiversità, ed è circondato da un bosco artificiale a pino d’Aleppo (Pinus halepensis Mill.) ed eucalipto (Eucalyptus camaldulensis Dehnh.). In corrispondenza delle sorgenti del fiume Locone vi è una area di elevata naturalità formata da una serie di significative incisioni vallive (la ZSC Valloni di Spinazzola, IT9150041).

L’Alta Murgia è identificabile con l’esteso altopiano calcareo della Murgia, che si caratterizza per la presenza di un esteso mosaico di aree aperte con presenza di due principali matrici ambientali: i seminativi a cereali e i pascoli rocciosi. Questo sistema, esteso per circa 199.273 ha, rappresenta un ambiente molto raro a livello italiano ed europeo, a cui sono associate una fauna ed una flora specifiche. Particolarità ambientale dell’Alta Murgia è la più vasta estensione di pascoli rocciosi a bassa altitudine di tutta l’Italia continentale: si tratta di formazioni di pascolo arido su substrato principalmente roccioso, assimilabili a steppe per la grande estensione e la presenza di una vegetazione erbacea bassa. Tali ambienti sono riconosciuti d’interesse comunitario dalla Direttiva Habitat. Le specie vegetali presenti sono caratterizzate da particolari adattamenti a condizioni di aridità del suolo e siccità. Tra la flora sono presenti specie endemiche rare; la fauna è specializzata per questo tipo di ambienti, con alcune specie di interesse conservazionistico. La specie più importante, quella per cui l’ambito assume una importanza strategica di conservazione a livello mondiale, è il grillaio (Falco naumanni), un piccolo rapace specializzato a vivere negli ambienti aperti ricchi di insetti, dei quali si nutre: oggi nell’area della Alta Murgia è presente una popolazione di circa 15.000-20.000 individui, che rappresentano circa l’8-10% di quella presente in tutta la UE. In questo ambiente abbastanza uniforme si rilevano alcuni elementi puntiformi di discontinuità ecologica, residui boschi di latifoglie, piccole raccolte d’acqua (spesso di origine antropica), ambienti rupicoli, rimboschimenti di conifere. Tra gli elementi di discontinuità ecologica che contribuiscono all’aumento della biodiversità dell’ambito vi sono alcuni siti di origine carsica, quali le grandi doline (la più importante e significativa per la conservazione è quella del Pulo di Altamura, ma sono da segnalare anche il Pulicchio e la dolina Gurlamanna): in questi siti sono presenti caratteristici habitat rupicoli, ma anche raccolte d’acqua (Gurlamanna) utili alla presenza e alla sopravvivenza delle popolazioni di Anfibi. I boschi sono estesi complessivamente circa 17.000 ha, di cui 6000 sono naturali autoctoni, e caratterizzati principalmente da querceti caducifogli; nel tempo, per motivazioni soprattutto di difesa idrogeologica, sono stati realizzati numerosi rimboschimenti a conifere, vegetazione alloctona, che comunque determinano un habitat importante per diverse specie. La presenza delle caratteristiche ambientali sopra elencate ha portato all’istituzione del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, che ha un’estensione di circa 68.000 ha. Anche nella zona della fossa Bradanica si rileva la presenza di ambienti significativi da un punto di vista naturalistico: il laghetto artificiale di San Giacomo e l’invaso artificiale del Basentello, siti di nidificazione per alcune specie di uccelli acquatici; il Bosco Difesa Grande di Gravina in Puglia, il più grande complesso boscato naturale della Provincia di Bari; la scarpata calcarea dell’area di Grottelline; un esteso reticolo idrografico superficiale con porzioni di bosco igrofilo a Pioppo e Salice di grande importanza.

 

Fonti:

Acta Plantarum (https://www.actaplantarum.org/)

Habitat Italia (http://vnr.unipg.it/habitat/index.jsp)

Lista Rossa IUCN Italiana (http://www.iucn.it/liste-rosse-italiane.php)

PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale) della Puglia (https://www.paesaggiopuglia.it/pptr/il-pptr-quadro-sinottico.html)

Relazione generale del Piano del Parco Nazionale dell’Alta Murgia