Elementi del paesaggio e aspetti naturalistici

Elementi del Paesaggio

Il percorso parte dalla città di Alba e attraversa la porzione meno elevata in quota dei rilievi collinari del Piemonte meridionale (Langa). Morfologicamente si caratterizza per la presenza di versanti incisi dai corsi d’acqua secondari che alimentano il fiume Tanaro, fiume che viene attraversato in prossimità dell’abitato di Fornaci.

Il percorso continua ad ovest del Tanaro attraversando la pianura aperta cuneese a nord delle Alpi marittime ed incontra, successivamente, la pianura golenale della Stura di Demonte incuneata fra i torrenti Stura, Tanaro e Pesio.

Lasciandosi alle spalle la pianura alluvionale solcata dal torrente Gesso, ci si addentra in un tratto morfologicamente più complesso e articolato e, attraversando i rilievi montuosi compresi fra Cima Pissousa ad est e Monte la Piastra ad ovest, si toccano quote di 1300 m s.l.m. nei pressi della Madonna del Colletto. Si tratta di rilievi costituiti da litologie metamorfiche caratterizzati da aree sommitali convesse, da versanti acclivi e da profonde incisioni vallive.

Dopo aver attraversato la valle del fiume Stura il percorso continua a salire in quota ed il paesaggio continua a cambiare. Percorrendo la via Val D’Arma ci si addentra negli ambienti glaciali di alta quota. Si osservano, allora, creste e pinnacoli rocciosi, circhi, selle, valli sospese, rocce montonate, forme di accumulo glaciale. Si arriva a toccare la quota di quasi 2500 m s.l.m. attraversando il valico alpino di Colle Fauniera: qui ampi pianori di origine glaciale, caratterizzati da un profilo morbido e pendenze esigue, si alternano a rilievi con versanti quasi verticali; le litologie sono prevalentemente costituite da dolomie e calcari dolomitici con fenomeni di carsismo superficiale, intercalati da affioramenti di rocce acide come quarziti, filladi e porfidi.

Il percorso scende di nuovo fino a Pradleves e, percorrendo la Val Grana e la pianura compresa fra le Prealpi Marittime e i fiumi Varaita e Po, arriva a Saluzzo.

L’ultima tappa del percorso si snoda prevalentemente, attraverso le ampie pianure comprese fra il Po e Stura di Demonte e percorre il tratto più meridionale delle colline dell’Alto Monferrato. Si può osservare un paesaggio costituito da versanti dolci e arrotondati coltivati a viti, noccioli e cereali. Si attraversa, infine, la pianura del basso corso del fiume Tanaro per giungere ad Asti.

… e aspetti naturalistici

Autore: Valeria Giacanelli

Il percorso prende avvio dall’abitato di Alba e si snoda in direzione SW attraverso territori pianeggianti a prevalente vocazione agricola caratterizzati soprattutto da noccioleti ed estesi vigneti che diventano preponderanti nel territorio di Barolo e Novello. In località Fornaci il percorso prevede una deviazione a sud per raggiungere il borgo di Monchiero Alto, da dove si può scorgere il Fiume Tanaro nella valle sottostante. Da qui si ritorna a Fornaci per attraversare poco dopo il Tanaro ed immergersi nuovamente in estesi territori pianeggianti dove prevalgono le pratiche di agricoltura intensiva. Dopo l’abitato di Trinità il percorso si snoda, seppur ad una certa distanza, tra l’Altopiano di Bainale (ZPS) sulla sinistra e il sito Greto e risorgive del Torrente Stura (SIC) sulla destra, dove permangono in buono stato di conservazione i diversi ambienti legati all’ecosistema fluviale, da quelli di greto a quelli boschivi ripariali, oltre ad alcune aree umide con acque ferme che ospitano specie floristiche e faunistiche di interesse conservazionistico. Dopo l’abitato di Montanera, il percorso corre parallelo al corso del fiume Stura, in riva destra, anche se mantenendosi ad una certa distanza, fino alla città di Cuneo, dove è possibile visitare il Parco Fluviale Gesso Stura. Da qui, si procede ancora in direzione SW, percorrendo il fondovalle sulla provinciale 108 tra il Torrente Stura a Nord e il Torrente Gesso a Sud, incontrando piccoli centri abitati, aree agricole, versanti boscati e potendo osservare a tratti il corso dello Stura sulla destra con la tipica vegetazione ripariale. Si attraversa una prima volta il Torrente Gesso in località Borgo S. Dalmazzo e poi nuovamente in corrispondenza del bivio per Valdieri. Questo piccolo centro abitato è situato tra le due porzioni disgiunte del sito delle Alpi Marittime (ZSC) che, con una ampiezza altitudinale che va da 700 a 3200 m, ospita tutta la varietà degli ambienti delle diverse quote di montagna, di cui molti di interesse comunitario. La presenza di tre invasi artificiali fa sì che vi sostino anche alcuni uccelli acquatici durante le migrazioni. Da qui il percorso piega a NW salendo verso l’alto corso del Torrente Stura. Degno di nota il fatto che lo Stura sia considerato uno degli ultimi cinque fumi naturali dell’intero Arco Alpino con eccezionali popolamenti di pesci e di macroinvertebrati. Dopo l’abitato di Festiona, il percorso raggiunge e percorre un tratto della SP 337 per attraversare poi il Torrente Stura di Demonte (ZPS), che ospita un importante esempio di greto di fondovalle alpino con vegetazione arbustiva e arborea. Dopo l’abitato di Demonte si entra nella ZPS Alte Valli Stura e Maira, dove si rinvengono i tipici ambienti montani e alpini, prati-pascoli ed estesi boschi, di latifoglie alle quote inferiori e di conifere alle quote superiori, oltre ad alcuni laghi alpini e aree palustri con la tipica vegetazione acquatica. Questo sito ospita specie floristiche e faunistiche rare e costituisce una importante area di passo per uccelli migratori, soprattutto rapaci. Si entra quindi nel Vallone dell’Arma, SIC istituito per la protezione dell’unica popolazione italiana di una farfalla in grave pericolo di estinzione. Si sale quindi per alcuni chilometri fino a raggiungere la località di Colle Valcavera al confine orientale della ZPS Alte Valli Stura e Maira, dove il percorso piega nettamente verso E raggiungendo dopo pochi chilometri il confine sud del SIC Comba di Castelmagno (n.d.r. da dizionario on line: comba= valle lunga e stretta), che tutela gli arbusteti a bosso su roccia e i querceti a bosso, importanti peculiarità in ambito alpino. Nel sito si rinviene anche una importante flora rara ed endemica delle Alpi sudoccidentali tipica di pareti rocciose come quelle del torrente Grana tra Campomolino e Pradleves. Nei pressi di Pradleves si trovano la ZSC Stazione di Linum narbonense e la ZSC Stazione di muschi calcarizzanti – Comba Seviana e Comba Barmarossa. Il percorso prosegue nella Valle Grana mantenendosi al piede di boscosi rilievi fino quasi a Caraglio, per poi dirigersi a N/N-E attraverso ampie estensioni agricole fino a Saluzzo. Da qui un tratto ad anello permetterà di avvicinarsi alla ZSC Confluenza Po-Bronda, che ospita lembi di vegetazione forestale ripariale, e al SIC Boschi e colonie di chirotteri di Staffarda, che conserva esempi di pascolo tradizionale, lembi di boschi (pioppeti e querco-carpineti), filari e risorgive a scorrimento libero su fondo naturale tipici di un’agricoltura tradizionale all’interno di un vasto territorio dove prevalgono attività di agricoltura intensiva. Nel tratto Saluzzo-Asti si attraversano per lo più territori antropizzati con vaste estensioni di agricoltura intensiva. Si lambiscono però 3 siti di importanza comunitaria che conservano elementi di agricoltura tradizionale e lembi di vegetazione semi-naturale: Boschi e rocche del Roero (ZSC), territorio collinare poco antropizzato con attività di agricoltura tradizionale (vigne, pescheti) e boschi ancora piuttosto estesi, anche se in parte degradati per la presenza di robinia; Fiume Tanaro e Stagni di Neive (ZPS), area umida artificiale con lembi di macchia e boscaglia, importante come sito di sosta e di alimentazione per gli uccelli migratori; Stagni di Belangero (ZSC), area golenale del fiume Tanaro con laghi di cava parzialmente rinaturalizzati. Da Asti, ultima tappa di questa settimana, il percorso, prima di tornare nuovamente ad Asti, conduce nella ZSC Valmanera, importante perché, all’interno del Monferrato, territorio estesamente disboscato, vi si conservano lembi di bosco naturaliforme con rovere, roverella e farnia.