Ficuzza (Corleone) – Palermo

Tappa 100: Ficuzza (Corleone) – Palermo

Info tappa

Data di Partenza: 

Da definire

Comuni attraversati

Corleone, Monreale, Piana degli Albanesi, San Cipirello, San Giuseppe Jato, Santa Cristina Gela, Palermo

Lunghezza percorso: km 62,5

Mappa percorsi settimanali e Sistema delle Aree protette terrestri

SIti Natura 2000

ITA020007

Boschi Ficuzza e Cappelliere, Vallone Cerasa, Castagneti Mezzojuso

ZSC – Regione Biogeografica Mediterranea

Other Site Characteristics

L’area del SIC si estende complessivamente per una superficie di circa 4057 ettari e interessa i territori dei comuni di Monreale, Godrano, Mezzojuso e Marineo. Si tratta di uno dei biotopi di maggiore interesse del Palermitano, peraltro già compreso all’interno della Riserva naturale Bosco di Ficuzza, Rocca Busambra Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago. Il sito include ampie estensioni boscate che si estendono a Nord di Rocca Busambra, fin sotto le pareti rocciose. Dal punto di vista geologico si tratta in prevalenza di argilliti, argille marnose e quarzareniti del Flysch Numidico dell’Oligocene-Miocene inferiore, derivanti dalla deformazione del Bacino Imerese. L’azione erosiva dell’acqua ruscellante determina la presenza di corsi d’acqua particolarmente incassati, come evidenziano gli esempi dei valloni Arcera (versante occidentale della Riserva), Agnese e Nocilla (versante orientale). Sulla base della classificazione bioclimatica secondo RIVASMARTINEZ (1994, 1996), il territorio della parte bassa rientra prevalentemente nell’ambito della fascia termomediterranea, con ombrotipo (temperatura media: 17-16 °C) subumido inferiore (piovosità media: 600-800 mm), mentre più in quota tende verso la fascia mesomediterranea (temperatura media: 16-13 °C) con ombrotipo variabile dal subumido inferiore (piovosità media: 600-800 mm), al subumido superiore (piovosità media: 800-1000 mm).Il paesaggio vegetale è prevalentemente da riferire alle seguenti serie di vegetazione (GIANGUZZI & LA MANTIA, 2004): – serie tirrenica costiero-collinare, mesofitica e neutro-basifila, su suoli bruni calcici, termo-mesomediterranea subumida della Quercia castagnara (Oleo-Querco virgilianae sigmetum); – serie tirrenica collinare, mesofitica e acidofila, su argille flyschoidi, mesomediterranea subumida inferiore della Quercia castagnara (Erico-Querco virgilianae sigmetum); – serie sicula costierosubmontana, edafo-igrofila, termo-mesomediterranea subumida del Salice pedicellato (Ulmo-Salico pedicellatae sigmetum); – serie sicula collinare-montana, basifila, su calcari, meso-supramediterranea subumida-umida del Leccio (Aceri campestris-Querco ilicis sigmetum);- serie sicula collinare-submontana, acidofila, su regosuoli quarzarenitici, mesomediterranea subumida inferiore della Sughera (Genisto aristatae-Querco suberis sigmetum); – serie sicula collinaresubmontana, acidofila e ombrofila, su litosuoli quarzarenitici, mesomediterranea subumida superiore del Leccio (Teucrio siculi-Querco ilicis sigmetum); – serie sicula submontana, acidofila, su suoli sciolti quarzarenitici, mesomediterranea subumida superiore del Cerro di Gussone (Querco gussonei sigmetum); – serie sicula collinare-submontana mesofitica e acidofila, su argille flyschoidi, meso-supramediterranea subumida-umida della Quercia leptobalana (Querco leptobalani sigmetum). Alle stesse serie sono altresì da aggiungere i complessi di vegetazione relativi alla microgeoserie delle pareti rocciose calcareo-dolomitiche ed alla microgeoserie di vegetazione delle pozze d’acqua.

Quality and importance

Si tratta di una delle aree boscate di maggiore pregio naturalistico-ambientale del Palermitano, con vari aspetti di vegetazione peculiari, nel cui ambito è rappresentato un elevato numero di specie vegetali endemiche o rare. Nel territorio sono presenti anche impianti di riforestazione di particolare interesse paesaggistico, come nel caso dei castagneti di Mezzojuso e dei frassineti di Ficuzza. Nella sezione 3.3, indicate con la lettera D, sono elencate delle entità vegetali, la cui presenza nel territorio è ritenuta di rilevante interesse fitogeografico. Il bosco di Ficuzza ha un notevole valore faunistico per la presenza di una ampia zoocenosi comprendente specie rare e minacciate. In particolare, dal punto di vista entomologico, numerose sono le specie endemiche ed esclusive di questa area.

Piano di Gestione/Misure di Conservazione

DDG N. 346/2010

Misure di Conservazione

ITA020027

Monte Iato, Kumeta, Maganoce e Pizzo Parrino

ZSC – Regione Biogeografica Mediterranea

Other Site Characteristics

L’area, estesa per 3024,55 ettari, interessa il territorio dei comuni di S. Giuseppe Jato, S. Cipirrello, Monreale, Piana degli Albanesi, S. Cristina Gela e Marineo. Essa ricade nell’ambito della dorsale carbonatica che caratterizza la parte interna dei cosiddetti “Monti di Palermo”, localizzandosi nella parte più settentrionale del bacino del Fiume Belice, a valle del Lago di Piana degli Albanesi. La stessa dorsale è compresa tra gli abitati di S. Cipirrello e S. Giuseppe Jato (a ovest) e Marineo (a est), fra le cui cime più elevate figurano M. Jato (m 852), M. Pagnocco (m 899), Serra della Ginestra (m 1099), Cozzo della Spirda (m 905), M. Kumeta, (m 1233), M. Maganoce (m 902), M. Giuhai (m 968), M. Rossella (m 1029) e Pizzo Parrino (m 977).Dal punto di vista geolitologico il territorio fa riferimento all’Unità stratigrafico-strutturale M. Kumeta, dominata in prevalenza da marne, calcari e calcilutiti. Sotto l’aspetto bioclimatioco rientra prevalentemente nel mesomediterraneo subumido inferiore e superiore; la temperatura media è compresa tra 14 e 16 °C, mentre le precipitazioni raggiungono anche i 1000 mm (Piana degli Albanesi: 1031 mm).Il paesaggio vegetale risente notevolmente delle intense utilizzazioni del passato e dei frequenti incendi. Dominano gli aspetti di prateria ad Ampelodesma ed altri aspetti di vegetazione secondaria, nel cui ambito sono stati effettuati impianti forestali artificiali, attraverso l’utilizzo di conifere estranee al territorio (generi Pinus, Cupressus, ecc.), anch’essi peraltro intaccati dall’azione del fuoco; assai sporadici risultano i lembi forestali naturali. Il paesaggio vegetale è prevalentemente da serie del Leccio (soprattutto l’Aceri campestris-Querco ilicis sigmetum), che svolgono un ruolo pioniero sui substrati rocciosi calcarei; sui suoli profondi ed evoluti, si insedia la serie della Quercia virgiliana (Oleo-Querco virgilianae sigmetum), mentre quella del Salice pedicellato (Ulmo canescentis-Salico pedicellatae sigmetum) si localizza lungo i corsi d’acqua. Ai succitati sigmeti sono altresì da aggiungere varie altre microgeoserie legate a condizioni edafiche particolari, come nel caso delle pareti rocciose, delle aree detritiche, degli ambienti umidi, ecc..

Quality and importance

Si tratta di un’area di notevole interesse faunistico e floristico-fitocenotico, con aspetti di vegetazione in parte peculiari, come nel caso delle comunità rupicole, nel cui ambito è rappresentato un elevato numero di specie vegetali endemiche e\o di rilevante interesse fitogeografico. Le specie riportate nella sezione 3.3 ed indicate con la lettera D fanno riferimento ad altre entità che in Sicilia risultano alquanto rare, la cui presenza nel territorio in oggetto è comunque ritenuta di rilevante interesse fitogeografico. Il lungo rilievo montuoso che va da monte Iato ad ovest a Pizzo Parrino ad est risulta essere un’area con varie tipologie ambientali che determinano una altrettanto varia ricchezza faunistica. Numerose le specie di rapaci stanziali o migratrici. Il lungo rilievo montuoso che va da monte Iato ad ovest a Pizzo Parrino ad est risulta essere un’area con varie tipologie ambientali che determinano una altrettanto varia ricchezza faunistica. Assai numerose sono le specie di rapaci stanziali o migratrici rappresentate nel territorio.

Piano di Gestione/Misure di Conservazione

DDG N. 398/2016

Misure di Conservazione

 

ITA020013

Lago di Piana degli Albanesi

ZSC – Regione Biogeografica Mediterranea

Other Site Characteristics

L’area del SIC si estende per 601 ettari, includendo il Lago Piana degli Albanesi ed alcune aree circostanti; essa ricade nell’ambito dei territori comunali di Piana degli Albanesi e S. Cristina Gela. Si tratta dell’invaso artificiale più antico della Sicilia, costruito nel 1923, sbarrando il corso del Fiume Belice destro in corrispondenza del rilievo di M. Kumeta e Monte Maganoce. Rappresenta in ogni caso un biotopo di rilevante interesse paesaggistico, oltre che naturalistico ed ambientale. Sulla base della classificazione bioclimatica definita secondo gli indici di Rivas-Martínez, l’area rientra nella fascia del mesomediterraneo (temperatura = 16-13 °C) con ombrotipo subumido superiore (piovosità: 600-1000 mm) e umido (piovosità: > 1000 mm). Il paesaggio vegetale del SIC risulta preminentemente dominato dall’area lacustre, ai cui margini si localizzano bordure palustri, aree rimboschite, nonché seminativi ed incolti; più a monte si sviluppano le aree edificate di Piana degli Albanesi. Di rilevante interesse naturalistico risultano anche i succitati rilievi posti al margine sud della stessa area. La vegetazione potenziale delle aree che circoscrivono l’invaso, limitatamente ai substrati argillosi, è prevalentemente da riferire alla serie della Quercia virgiliana (Oleo-Querco virgilianae sigmetum); lungo il corso dei vari affluenti si insedia altresì quella del Pioppo nero e del Salice pedicellato (Ulmo canescentis-Salico pedicellatae sigmetum). Ai succitati sigmeti sono altresì da aggiungere le microgeoserie legate a condizioni edafiche particolari, come nel caso delle pareti rocciose – assai marginali, verso la diga -, delle aree lacustri e palustri, ecc..

Quality and importance

Il sito denota una rilevante valenza faunistica, in quanto l’area umida svolge un ruolo importante per lo svernamento di numerose specie di anseriformi e caradriformi con contingenti di discrete dimensioni. Presenta altresì un notevole interesse storico-paesaggistico; infatti ricade lungo una delle principali rotte migratorie della Sicilia occidentale. Nella sezione 3.3, indicate con la lettera D, sono elencate entità vegetali la cui presenza nel territorio è ritenuta di rilevante interesse fitogeografico.

Piano di Gestione/Misure di Conservazione

DDG N.1037/2010

DDG N.896/2010

 

ITA020026

Monte Pizzuta, Costa del Carpineto, Moarda

ZSC – Regione Biogeografica Mediterranea

Other Site Characteristics

L’area del SIC, estesa per circa 1947 ettari, interessa il territorio dei comuni di Monreale, Piana degli Albanesi, S. Cristina Gela e Altofonte. Essa ricade nell’ambito della dorsale carbonatica che caratterizza la parte interna dei cosiddetti “Monti di Palermo”, localizzandosi nella parte più settentrionale del bacino del Fiume Belice, a monte del Lago di Piana degli Albanesi. La stessa dorsale culmina nelle cime delle Punte della Moarda (m 1090), Coste del Carpineto (m 1188), Pizzo Garrone (m 1123), Monte Pizzuta (m 1333), M. Maja e Pelavet (m 1279), Serre del Frassino (m 1310); verso est il sito include anche Portella di Rebuttone ed il rilievo di Pizzo dello Sbanduto (m 868).Dal punto di vista geolitologico si tratta di substrati carbonatici del cosiddetto paleobacino “Imerese”, caratterizzati preminentemente da doloareniti e doloruditi gradate e laminate, marne, calciluliti, arenarie quarzose, calcareniti gradate e laminate, argilliti silicee, radiolariti e marne radiolari. Sotto l’aspetto bioclimatico il territorio è prevalentemente compreso tra le fasce del termo e mesomediterraneo (temperatura media: 16,5-13 °C), con ombrotipo variabile fra il subumido inferiore ed il superiore (precipitazioni medie anche oltre i 1000 mm).Il paesaggio vegetale risente notevolmente delle intense utilizzazioni del passato e dei frequenti incendi. Dominano gli aspetti di prateria ad Ampelodesma ed altri aspetti di vegetazione secondaria, nel cui ambito sono stati effettuati impianti forestali artificiali, attraverso l’utilizzo di conifere estranee al territorio (generi Pinus, Cupressus, ecc.), anch’essi peraltro intaccati dall’azione del fuoco; assai sporadici risultano i lembi forestali naturali.La vegetazione potenziale è prevalentemente da riferire alla serie del Leccio (soprattutto l’Aceri campestris-Querco ilicis sigmetum), la quale svolge un ruolo pioniero sui substrati rocciosi calcarei; sui suoli profondi ed evoluti, si insedia la serie della Quercia castagnara (Oleo-Querco virgilianae sigmetum), mentre quella del Salice pedicellato (Ulmo canescentis-Salico pedicellatae sigmetum) si localizza lungo i corsi d’acqua. Ai succitati sigmeti sono altresì da aggiungere varie altre microgeoserie legate a condizioni edafiche particolari, come nel caso delle pareti rocciose, delle aree detritiche, degli ambienti umidi, ecc.

Quality and importance

Si tratta di un’area di notevole interesse floristico-fitocenotico e faunistico, con aspetti di vegetazione in parte peculiari, come nel caso delle comunità rupicole, nel cui ambito è rappresentato un elevato numero di specie vegetali endemiche e\o di rilevante interesse fitogeografico. Le specie riportate nella sezione 3.3 ed indicate con la lettera D fanno riferimento ad altre entità che in Sicilia risultano alquanto rare, la cui presenza nel territorio in oggetto è comunque ritenuta di rilevante interesse fitogeografico. Il sito ospita una elevata diversità faunistica comprensiva di rare specie di rapaci, nonché di una piccola colonia di Gracchi corallini.

Piano di Gestione/Misure di Conservazione

DDG N. 398/2016

Misure di Conservazione

 

ITA020030

Monte Matassaro, Monte Gradara e Monte Signora

ZSC – Regione Biogeografica Mediterranea

Other Site Characteristics

Il sito, esteso per 3776,86 ettari, fa parte della dorsale di natura prevalentemente carbonatica che caratterizza la parte sud-occidentale dei cosiddetti “Monti di Palermo”. Essa ricade nel territorio dei comuni di Giardinello, Borsetto, Monreale e San Giuseppe Jato, interessando i bacini dei Fiumi Oreto, Belice e Jato, oltre a piccoli torrenti che sfociano a valle di Partinico. Fra le cime più elevate figurano M. Gradara (m 1184), Pizzo Mirabella (m 1185) e M. Signora (m 1191), cui si aggiungono quelle di M. Crocefia (m 1048), Monti della Campana (m 968), Cozzo del Tauro (m 786), Cozzo la Figu (m 960), M. Platti (m 1188), Pizzo Tre Frati (m 918), Punte di Cuti (m 1072), Cozzo Aglisotto (m 1015), Portella della Vecchia (m 1095), M. Mirto (m 1078), Pizzo Aiello (m 930), M. Dammusi (m 936) e M. della Fiera (971). Gli stessi rilievi sono prevalentemente riferiti all’Unità stratigrafico-strutturale Sagana-Belmonte Mezzano, caratterizzandosi per la prevalenza di argilliti sideritiche e silicee, calcilutiti e calcisiltiti rossastre, doloareniit, doloruditi e brecce dolomitiche, calcareniti, marne, calcari e calcilutiti, arenarie quarzose, ecc. Seguendo la classificazione bioclimatica proposta da BRULLO et al. (1996), il territorio rientra prevalentemente nel mesomediterraneo subumido inferiore e superiore; la temperatura media è compresa tra 14 e 16 °C, mentre le precipitazioni raggiungono anche i 1000 mm (Piana degli Albanesi: 1031 mm). Il paesaggio vegetale risente notevolmente delle intense utilizzazioni del passato e dei frequenti incendi. Dominano gli aspetti di prateria ad Ampelodesma ed altri aspetti di vegetazione secondaria, nel cui ambito sono stati effettuati impianti forestali artificiali, attraverso l’utilizzo di conifere estranee al territorio (generi Pinus, Cupressus, ecc.), anch’essi peraltro intaccati dall’azione del fuoco; assai sporadici risultano i lembi forestali naturali.Il paesaggio vegetale è prevalentemente da serie del Leccio (soprattutto l’Aceri campestris-Querco ilicis sigmetum), che svolgono un ruolo pioniero sui substrati rocciosi calcarei; sui suoli profondi ed evoluti, si insedia la serie della Quercia virgiliana (Oleo-Querco virgilianae sigmetum), mentre quella del Salice pedicellato (Ulmo canescentis-Salico pedicellatae sigmetum) si localizza lungo i corsi d’acqua. Ai succitati sigmeti sono altresì da aggiungere varie altre microgeoserie legate a condizioni edafiche particolari, come nel caso delle pareti rocciose, delle aree detritiche, degli ambienti umidi, ecc.

Quality and importance

Oltre ad una rilevante importaza faunistica, l’area denota un notevole interesse floristico-fitocenotico, in particolare per quanto concerne le comunità rupicole, nel cui ambito è rappresentato un elevato numero di specie vegetali endemiche e\o di rilevante interesse fitogeografico. Le specie riportate nella sezione 3.3 ed indicate con la lettera D fanno riferimento ad entità che in Sicilia risultano alquanto rare, la cui presenza nel territorio in oggetto è comunque ritenuta di rilevante interesse fitogeografico.Area di particolare importanza per la presenza di ornitofauna di particolare interesse scientifico e conservazionistico. Sono segnalate per quest’area anche delle specie di insetti endemici a distribuzione localizzata.

Piano di Gestione/Misure di Conservazione

DDG N. 398/2016

Misure di Conservazione

 

ITA020023

Raffo Rosso, Monte Cuccio e Vallone Sagana

ZSC – Regione Biogeografica Mediterranea

Other Site Characteristics

L’area del SIC ricade nell’ambito della parte occidentale dei cosiddetti “Monti di Palermo”, dove si estende complessivamente per circa 6090 ettari, interessando i comuni di Capaci, Isola delle Femmine, Torretta e Palermo. In particolare, include la dorsale orografica che si sviluppa dall’area costiera di Tommaso Natale verso l’interno, comprendendo le cime di M. Castellaccio (m 890), Cozzo di Lupo (m 788), Pizzo Vuturo (m 1006), Monte Cuccio (m 1047), Pizzo Cirina (m 867), Monte Fior dell’Occhio (m 942), Cozzo della Campana (m 911) M. Gibilmesi (m 1152), Punta Busilmeri (m 928), Monte di Mezzo (m 891) e Punta Giardinello (m 874).Dal punto di vista geologico tali rilievi risultano dalla sovrapposizione tettonica di corpi di natura prevalentemente carbonatica, riferiti a due Unità stratigraficostrutturali derivanti dalla deformazione della Piattaforma panormide. Sotto l’aspetto bioclimatico, il territorio è prevalentemente compreso fra le fasce del termomediterraneo subumido inferiore e quella del mesomediterraneo subumido inferiore, con temperature medie compresa tra 17,5 e 13 °C e precipitazioni di 600-800 mm. Il paesaggio vegetale risente notevolmente delle intense utilizzazioni del passato e dei frequenti incendi. Dominano gli aspetti di prateria ad Ampelodesma, formazione secondaria, nel cui ambito sono stati effettuati impianti forestali artificiali, attraverso l’utilizzo di conifere estranee al territorio (generi Pinus, Cupressus, ecc.), anch’essi peraltro intaccati dagli incendi; assai sporadici risultano nel complesso le aree forestali naturali.La vegetazione potenziale dellastessa area è prevalentemente da riferire alle seguenti serie:-dell’Olivastro (Oleo-Euphorbio dendroidis sigmetum), sulle cenge e le creste rocciose più aride (versante sud);- del Leccio (Rhamno-Querco ilicis sigmetum pistacietoso terebinti, Pistacio-Querco ilicis sigmetum e Aceri campestris-Querco ilicis sigmetum), tutte pioniere sui substrati rocciosi calcarei, dove prediligono differenti situazioni ecologiche;-della Quercia virgiliana (Oleo-Querco virgilianae sigmetum), sui suoli profondi ed evoluti.Ai succitati sigmeti sono altresì da aggiungere varie altre microgeoserie legate a condizioni edafiche particolari, come nel caso delle pareti rocciose, delle aree detritiche, ecc.

Quality and importance

Si tratta di un’area di notevole interesse faunistico, floristico-fitocenotico e paesaggistico. Di particolare rilevanza sono le formazioni rupicole e gli aspetti di prateria. Nell’elenco riportato nella sezione 3.3, vengono citati anche alcuni interessanti elementi floristici, la cui presenza nel territorio è ritenuta di particolare interesse fitogeografico (D). Il rilievo montuoso denota un’altrettanto varia ricchezza faunistica. L’area risulta essere interessata da un rilevante flusso migratorio sia in primavera che in autunno, per cui è da considerare un sito nevralgico della rotta di migrazione che interessa la Sicilia nord-occidentale.

Piano di Gestione/Misure di Conservazione

DDG N. 398/2016

Misure di Conservazione

 

ITA020048

Monti Sicani, Rocca Busambra e Bosco della Ficuzza

ZPS – Regione Biogeografica Mediterranea

Other Site Characteristics

Altre caratteristiche sito:Il comprensorio dei Monti Sicani si sviluppa nella parte centro-occidentale della Sicilia, convenzionalmente limitato a nord dalla Rocca Busambra, a sud-est dal bacino di Caltanissetta e a sud-ovest dal Canale di Sicilia. Essa ricade nelle province di Palermo e Agrigento, interessando territori dei comuni di Monreale, Godrano, Corleone, Bisacquino, Chiusa Sclafani, Prizzi, Palazzo Adriano, Bivona, Contessa Entellina, Sciacca, Sambuca di Sicilia, S. Biagio Platani, Caltabellotta, Giuliana, Campofiorito, Marineo, Mezzojuso, Castronovo di Sicilia, S. Stefano Quisquina e Burgio. Fra le cime più elevate figurano Rocca Busambra (m 1613), Pizzo Cangialoso (m 1420), M. Barracù (m 1420), M. Triona (m 1215), M. Cardellìa (m 1266), M. Colomba (m 1197), M. Carcaci (m 1196), M. Scuro (m 1309), M. delle Rose (m 1436), M. Pernice (m 1393), Pizzo San Filippo (m 1352), Cozzo Catera (m 1192), M. Genuardo (m 1160), Pizzo Gallinaro (m 1120) ecc.La stessa area interessa prevalentemente i bacini dei fiumi Sosio (con i laghi Gammauta, Prizzi e Pian del Leone), dell’Eleuterio, della Fiumara di Vicari, del Platani (con il Lago Fanaco), del Magazzolo, del Carboj e del Belice. Il comprensorio rientra nel vasto sistema del settore siciliano facente parte della cosiddetta Catena Appennino-Maghrebide, nel cui ambito le complesse vicissitudini geologiche e le diverse sovrapposizioni tettoniche hanno qui originato una morfologia alquanto articolata e varia, caratterizzata da diverse unità stratigrafico-strutturali. Essendo l’area interessata da un fitto reticolo idrografico, laddove prevalgono i litotipi a composizione carbonatica il paesaggio si presenta alquanto accidentato, per divenire relativamente più morbido in corrispondenza dei substrati facenti riferimento al Flisch numidico o delle alluvioni recenti che prevalgono soprattutto nelle aree a morfologia pianeggiante, in particolare lungo i dei corsi d’acqua che caratterizzano i vesanti marginali. Si tratta di una successione di colline argillose e di masse calcareo-dolomitiche di età mesozoica, queste ultime distribuite in maniera irregolare, ora aggregate, ora isolate e lontane, senza pertanto definire un sistema orografico omogeneo. Il territorio interessa varie fasce bioclimatiche comprese fra il termomediterraneo secco-subumido (T= 18-16 °C; P= 500-650 mm), lungo i versanti meridionali più xerici, al supramediterraneo (T= 13-8 °C) con ombrotipo variabile dal subumido superiore (P= 800-1000 mm) all’umido inferiore (P= > 1000 mm); evidentemente, queste ultime condizioni si realizzano sui rilievi più elevati. La parte prevalente del territorio rientra nel mesomediterraneo (T= 16-13 °C) con ombrotipo variabile dal subumido inferiore (P= 600-800 mm) al superiore (P= 800-1000 mm). Il comprensorio, esteso per ettari 44.126,31, comprende le seguenti aree assoggettate a tutela, parzialmente sovrapposte fra loro: quattro Riserve naturali (Ficuzza e Rocca Busambra, M. Genuardo, M. Carcaci, Valle del Sosio), un complesso di aree demaniali e numerose aree SIC/ZPS.Il paesaggio vegetale è da riferire a diverse serie di vegetazione (GIANGUZZI & LA MANTIA, 2004), come quelle della Quercia castagnara (Oleo-Querco virgilianae sigmetum, Erico-Querco virgilianae sigmetum, Sorbo torminalis-Querco virgilianae sigmetum), del Leccio (Aceri campestris-Querco ilicis sigmetum, Teucrio siculi-Querco ilicis sigmetum¸ Ostryo-Querco ilicis sigmetum), della Sughera (Genisto aristatae-Querco suberis sigmetum), del Cerro di Gussone (Querco gussonei sigmetum), della Quercia leptobalana (Querco leptobalani sigmetum), del Salice pedicellato (Ulmo-Salico pedicellatae sigmetum), ecc. Alle stesse serie sono altresì da aggiungere i complessi di vegetazione relativi a varie microgeoserie (delle pareti rocciose calcareodolomitiche, delle aree detritiche, delle pozze d’acqua, ecc.).

Quality and importance

I Monti Sicani costituiscono una delle aree di maggiore pregio naturalistico-ambientale di tutta l’isola, anche se il disboscamento dei secoli scorsi ha consentito la sopravvivenza soltanto di una parte del manto forestale di un tempo. Tuttavia, si tratta di un comprensorio di notevole interesse floro-faunistico e fitocenotico, con vari aspetti di vegetazione peculiari, nel cui ambito è rappresentato un elevato numero di specie vegetali endemiche e\o di rilevante interesse fitogeografico, diverse delle quali esclusive. Le specie riportate nella sezione 3.3 ed indicate con la lettera D fanno riferimento ad altre entità che in Sicilia risultano alquanto rare, la cui presenza nel territorio in oggetto è comunque ritenuta di rilevante interesse fitogeografico. Nel territorio sono altresì presenti anche numerose specie animali di inestimabile importanza a livello nazionale ed europeo. Il comprensorio rappresenta, inoltre, un anello di congiunzione di grande interesse per tutta la regione, facendo da tramite tra i grandi parchi regionali della Sicilia settentrionale ed i monti del palermitano a nord, ed il sistema della costa meridionale.L’area dei Sicani fino a pochi decenni fa era considerata il territorio italiano con la maggiore densità di specie di rapaci. Oggi, essendo scomparse alcune specie, è da verificare se ancora mantiene il primato pur ospitandone ancora un buon numero. E’ ricca di specie anche la mammalofauna e l’erpetofauna. Numerose sononche le specie di insetti endemiche presenti che alzano notevolmente il valore della biodiversità entomologica, considerando anche le numerose entità rare e minacciate.

Piano di Gestione/Misure di Conservazione

DDG N. 346/2010

Misure di Conservazione

 

 

ITA020027

Monte Iato, Kumeta, Maganoce e Pizzo Parrino

ZPS – Regione Biogeografica Mediterranea

Other Site Characteristics

L’area, estesa per 3024,55 ettari, interessa il territorio dei comuni di S. Giuseppe Jato, S. Cipirrello, Monreale, Piana degli Albanesi, S. Cristina Gela e Marineo. Essa ricade nell’ambito della dorsale carbonatica che caratterizza la parte interna dei cosiddetti “Monti di Palermo”, localizzandosi nella parte più settentrionale del bacino del Fiume Belice, a valle del Lago di Piana degli Albanesi. La stessa dorsale è compresa tra gli abitati di S. Cipirrello e S. Giuseppe Jato (a ovest) e Marineo (a est), fra le cui cime più elevate figurano M. Jato (m 852), M. Pagnocco (m 899), Serra della Ginestra (m 1099), Cozzo della Spirda (m 905), M. Kumeta, (m 1233), M. Maganoce (m 902), M. Giuhai (m 968), M. Rossella (m 1029) e Pizzo Parrino (m 977). Dal punto di vista geolitologico il territorio fa riferimento all’Unità stratigrafico-strutturale M. Kumeta, dominata in prevalenza da marne, calcari e calcilutiti. Sotto l’aspetto bioclimatioco rientra prevalentemente nel mesomediterraneo subumido inferiore e superiore; la temperatura media è compresa tra 14 e 16 °C, mentre le precipitazioni raggiungono anche i 1000 mm (Piana degli Albanesi: 1031 mm).Il paesaggio vegetale risente notevolmente delle intense utilizzazioni del passato e dei frequenti incendi. Dominano gli aspetti di prateria ad Ampelodesma ed altri aspetti di vegetazione secondaria, nel cui ambito sono stati effettuati impianti forestali artificiali, attraverso l’utilizzo di conifere estranee al territorio (generi Pinus, Cupressus, ecc.), anch’essi peraltro intaccati dall’azione del fuoco; assai sporadici risultano i lembi forestali naturali. Il paesaggio vegetale è prevalentemente da serie del Leccio (soprattutto l’Aceri campestris-Querco ilicis sigmetum), che svolgono un ruolo pioniero sui substrati rocciosi calcarei; sui suoli profondi ed evoluti, si insedia la serie della Quercia virgiliana (Oleo-Querco virgilianae sigmetum), mentre quella del Salice pedicellato (Ulmo canescentis-Salico pedicellatae sigmetum) si localizza lungo i corsi d’acqua. Ai succitati sigmeti sono altresì da aggiungere varie altre microgeoserie legate a condizioni edafiche particolari, come nel caso delle pareti rocciose, delle aree detritiche, degli ambienti umidi, ecc..

Quality and importance

Si tratta di un’area di notevole interesse faunistico e floristico-fitocenotico, con aspetti di vegetazione in parte peculiari, come nel caso delle comunità rupicole, nel cui ambito è rappresentato un elevato numero di specie vegetali endemiche e\o di rilevante interesse fitogeografico. Le specie riportate nella sezione 3.3 ed indicate con la lettera D fanno riferimento ad altre entità che in Sicilia risultano alquanto rare, la cui presenza nel territorio in oggetto è comunque ritenuta di rilevante interesse fitogeografico.Il lungo rilievo montuoso che va da monte Iato ad ovest a Pizzo Parrino ad est risulta essere un’area con varie tipologie ambientali che determinano una altrettanto varia ricchezza faunistica. Numerose le specie di rapaci stanziali o migratrici. Il lungo rilievo montuoso che va da monte Iato ad ovest a Pizzo Parrino ad est risulta essere un’area con varie tipologie ambientali che determinano una altrettanto varia ricchezza faunistica. Assai numerose sono le specie di rapaci stanziali o migratrici rappresentate nel territorio.

Piano di Gestione/Misure di Conservazione

DDG N. 398/2016

Misure di Conservazione

 

ITA020030

Monte Matassaro, Monte Gradara e Monte Signora

ZPS – Regione Biogeografica Mediterranea

Other Site Characteristics

Il sito, esteso per 3776,86 ettari, fa parte della dorsale di natura prevalentemente carbonatica che caratterizza la parte sud-occidentale dei cosiddetti “Monti di Palermo”. Essa ricade nel territorio dei comuni di Giardinello, Borsetto, Monreale e San Giuseppe Jato, interessando i bacini dei Fiumi Oreto, Belice e Jato, oltre a piccoli torrenti che sfociano a valle di Partinico. Fra le cime più elevate figurano M. Gradara (m 1184), Pizzo Mirabella (m 1185) e M. Signora (m 1191), cui si aggiungono quelle di M. Crocefia (m 1048), Monti della Campana (m 968), Cozzo del Tauro (m 786), Cozzo la Figu (m 960), M. Platti (m 1188), Pizzo Tre Frati (m 918), Punte di Cuti (m 1072), Cozzo Aglisotto (m 1015), Portella della Vecchia (m 1095), M. Mirto (m 1078), Pizzo Aiello (m 930), M. Dammusi (m 936) e M. della Fiera (971). Gli stessi rilievi sono prevalentemente riferiti all’Unità stratigrafico-strutturale Sagana-Belmonte Mezzano, caratterizzandosi per la prevalenza di argilliti sideritiche e silicee, calcilutiti e calcisiltiti rossastre, doloareniit, doloruditi e brecce dolomitiche, calcareniti, marne, calcari e calcilutiti, arenarie quarzose, ecc. Seguendo la classificazione bioclimatica proposta da BRULLO et al. (1996), il territorio rientra prevalentemente nel mesomediterraneo subumido inferiore e superiore; la temperatura media è compresa tra 14 e 16 °C, mentre le precipitazioni raggiungono anche i 1000 mm (Piana degli Albanesi: 1031 mm). Il paesaggio vegetale risente notevolmente delle intense utilizzazioni del passato e dei frequenti incendi. Dominano gli aspetti di prateria ad Ampelodesma ed altri aspetti di vegetazione secondaria, nel cui ambito sono stati effettuati impianti forestali artificiali, attraverso l’utilizzo di conifere estranee al territorio (generi Pinus, Cupressus, ecc.), anch’essi peraltro intaccati dall’azione del fuoco; assai sporadici risultano i lembi forestali naturali. Il paesaggio vegetale è prevalentemente da serie del Leccio (soprattutto l’Aceri campestris-Querco ilicis sigmetum), che svolgono un ruolo pioniero sui substrati rocciosi calcarei; sui suoli profondi ed evoluti, si insedia la serie della Quercia virgiliana (Oleo-Querco virgilianae sigmetum), mentre quella del Salice pedicellato (Ulmo canescentis-Salico pedicellatae sigmetum) si localizza lungo i corsi d’acqua. Ai succitati sigmeti sono altresì da aggiungere varie altre microgeoserie legate a condizioni edafiche particolari, come nel caso delle pareti rocciose, delle aree detritiche, degli ambienti umidi, ecc.

Quality and importance

Oltre ad una rilevante importanza faunistica, l’area denota un notevole interesse floristico-fitocenotico, in particolare per quanto concerne le comunità rupicole, nel cui ambito è rappresentato un elevato numero di specie vegetali endemiche e\o di rilevante interesse fitogeografico. Le specie riportate nella sezione 3.3 ed indicate con la lettera D fanno riferimento ad entità che in Sicilia risultano alquanto rare, la cui presenza nel territorio in oggetto è comunque ritenuta di rilevante interesse fitogeografico.Area di particolare importanza per la presenza di ornitofauna di particolare interesse scientifico e conservazionistico. Sono segnalate per quest’area anche delle specie di insetti endemici a distribuzione localizzata.

Piano di Gestione/Misure di Conservazione

DDG N. 398/2016

Misure di Conservazione

 

ALTRE AREE PROTETTE

EUAP1103        RNR     Riserva naturale orientata  Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago

EUAP1151        RNR     Riserva naturale orientata Serre della Pizzuta