fbpx

La rete ecologica del Friuli Venezia Giulia

La Rete Ecologica Regionale (RER) è stata definita nel Piano Paesaggistico Regionale (approvato ad aprile 2018) che riconosce la rilevanza strategica della conservazione della biodiversità per la salvaguardia delle caratteristiche del paesaggio.

All’interno del Piano, gli elementi della RE sono individuati secondo i seguenti criteri: 1) le core areas sono le aree sottoposte a tutela (siti Natura2000, aree protette ai sensi di leggi regionali e nazionali) e le aree per le quali l’iter di istituzione (SIC e biotopi naturali) sia in fase avanzata; 2) le fasce tampone sono i settori territoriali, limitrofi alle core areas, per i quali nel Paino, a seguito di un’analisi funzionale, è stato definito dove risultano efficaci e dove invece vanno migliorati o ricostituiti; 3) i connettivi lineari su rete idrografica sono i collegamenti lineari tra core areas lungo i corsi d’acqua il cui requisito essenziale, più che l’estensione, è la continuità; 4) il tessuto connettivo rurale è rappresentato da quelle porzioni territorio dove si è conservata la struttura della campagna tradizionale e, dunque, gli elementi dell’agroecosistema (come ad esempio le siepi, i filari alberati, le piccole aree boscate) assumono una valenza sia ecologica che storico-testimoniale ed identitaria; 5) il tessuto connettivo forestale è presente soprattutto nell’area montana dove aree boscate formano un tessuto denso e continuo; 6) i connettivi discontinui (stepping stones) sono aree naturali o seminaturali di minori dimensioni, poste lungo linee ideali di passaggio, che funzionano come punto di appoggio e rifugio per gli animali, purché la matrice posta tra un’area e l’altra non costituisca una barriera invalicabile; 7) le aree a scarsa connettività sono ecotopi caratterizzati dalla presenza di vaste aree antropizzate (aree ad agricoltura intensiva e aree con urbanizzazione diffusa, discontinua, spesso a bassa densità e ad alto consumo di suolo) che ostacolano e riducono significativamente la possibilità di movimento e di relazione tra popolazioni di animali selvatici.

Per attribuire alle diverse porzioni di territorio regionale l’appropriata funzione di connessione e, dunque, identificarlo con un elemento della RE, è stato fatto uno studio basato sull’ecologia di un numero ristretto di specie di animali (chiamate specie target). Con la stessa modalità sono state identificate le direttrici di connettività che, pur non essendo delle aree nelle quali realizzare necessariamente gli elementi di connessione, rappresentano i tracciati di collegamento ottimali tra due core areas per gli spostamenti delle specie di animali considerate.

La RER è una delle tre reti strategiche individuate all’interno del Piano insieme alla Rete dei beni culturali e alla Rete della mobilità lenta.

http://www.regione.fvg.it/rafvg/export/sites/default/RAFVG/ambiente-territorio/tutela-ambiente-gestione-risorse-naturali/FOGLIA200/FOGLIA2/allegati/del1774/Allegato_70_alla_Delibera_1774-2017.pdf

http://www.regione.fvg.it/rafvg/export/sites/default/RAFVG/ambiente-territorio/tutela-ambiente-gestione-risorse-naturali/FOGLIA200/FOGLIA2/allegati/del1774/Allegato_75_alla_Delibera_1774-2017.pdf

I percorsi del progetti SIC2SIC, durante la seconda settimana in Friuli Venezia Giulia, si svolgono  all’interno del contesto di alte e basse pianure che arrivano fino alla linea di costa. Tali contesti si caratterizzano per la presenza di vaste aree rurali di tipo estensivo e semintensivo, nonché da aree antropizzate. Gli elementi naturali e seminaturali di tali contesti, caratterizzati da comunità floristiche e faunistiche ricche di specie provenienti da diverse regioni biogeografiche quali quella padana, illirico-balcanica, e mediterranea in connessione con il sistema alpino, si presentano ridotti, frammentati e isolati nel paesaggio dominato dal tessuto rurale e quello urbanizzato.

Le comunità naturali e seminaturali, anche di pregio, sono concentrate prevalentemente nel ricco e dinamico ecosistema costiero-lagunare nonché negli ambienti acquatici e umidi del complesso delle risorgive, della piana alluvionale e delle aree rurali estensive caratterizzate da strutture agricole tradizionali come campi chiusi, siepi, filari e prati stabili. Particolare interesse ecologico e paesaggistico riveste l’area del Carso e della costa orientale che presenta una compenetrazione di ricche comunità floristiche e faunistiche provenienti dalle regioni biogeografiche illirico-balcanica, mediterranea e centroeuropea. Gli elementi naturali e seminaturali sono ben rappresentati, nonostante le pressioni antropiche (urbanizzazione e infrastrutture viarie ed energetiche dell’area triestina) siano numerose e diffuse.

I principali obiettivi per tali aree a scarsa connettività sono legati alla conservazione e valorizzazione dei varchi esistenti, nonché alla realizzazione di connessioni tra gli elementi di naturalità presenti. Particolare importanza riveste la realizzazione di miglioramenti ambientali con il ripristino e/o costituzione di habitat (sistemi macchia-radura, boschi planiziali, ambienti aperti, prati stabili, habitat umidi, stagni carsici, sistemi dunali e lagunari) al fine di incrementare la connettività ecologica e la biodiversità nei sistemi agricoli e nelle aree urbanizzate. Rilevanti sono gli interventi di mitigazione dell’effetto barriera delle infrastrutture viarie.