Guspini – Iglesias

Giornate 39: Guspini – Iglesias

 

Info tappa

Data di Partenza: 

Mercoledì 14/11/2018

Comuni attraversati:

Guspini, Arbus, Fluminimaggiore, Buggerru, Gonnesa, Iglesias

Lunghezza percorso: 69,8 Km

Mappa percorsi settimanali e siti natura 2000

SIti Natura 2000

Monte Arcuentu e Rio Piscinas

Codice:  ITB040031 Tipologia: ZSC Regione biografica: Mediterranea 

Other Site Characteristics

Il Sic occupa un territorio molto eterogeneo nel quale sono individuabili diversi ambienti tipici della Sardegna. In una ristretta fascia di territorio, da est ad ovest, è possibile visitare l’ambiente marino, le dune e le spiagge sabbiose costiere, e da queste la piana coltivata che porta fino alle pendici del Monte Arcuentu.Nel salire alla sommità del Monte si incontrano vaste distese di macchia mediterranea sostituita a quote maggiori dai boschi di leccio e di quercia. Nella discesa verso le aree più interne i terreni dediti al pascolo si inseriscono tra i resti della folta macchia, che un tempo ricopriva le aree di collina di questo territorio, o lasciano il posto a residui di vegetazione naturale che nasce lungo i corsi d’acqua principali.La presenza di un tal numero di ambienti, tra i quali prevalgono ancora vaste aree naturali, ha comportato l’esprimersi di alti livelli di biodiversità facilmente rilevabile dal notevole numero di specie animali e vegetali osservabili nel territorio. L’uomo, nel corso dei secoli, ha cambiato il volto a questo territorio: tutti i fianchi e la sommità del monte erano ricoperti da un unico bosco, oggi rimangono solo alcuni parti nelle aree di più difficile accesso. Il pascolo nelle colline interne ha creato un mosaico di terreni ricchi di erbe tra filari di macchia e resti dei vasti quercetti che nei secoli scorsi ricoprivano interamente questo territorio. La fauna, a causa di questi cambiamenti, ha subito la scomparsa dall’area di alcune specie ma anche l’incremento e l’arrivo di nuove.La morfologia del territorio ha permesso lo svilupparsi entro una fascia di soli pochi chilometri di un numero eterogeneo di ambienti: la vicinanza del mare ha permesso lo sviluppo di ambienti litoranei; ma già a qualche migliaio di metri si sviluppano ambienti tipici delle aree di bassa montagna mediterranea. La stessa morfologia permette la presenza di specie tipiche di altitudini, e a volte anche di latitudini differenti, o di specie più o meno legate agli ambienti umidi

Qualità e importanza

Biotopo costiero con presenze litologiche di enorme valore nella ricostruzione della storia geologica della Sardegna. Esistenza di diverse serie vegetazionali climaciche e pedoclimaciche. Da segnalare la presenza di uno degli ultimi tre nuclei originari di Cervo sardo. La piccola area umida retrostante la costa e’ frequentata da interessanti specie ornitiche svernanti. L’alto valore di biodiversità delle specie vegetali e delle formazioni vegetali conferisce al sito rilevanti qualità ambientali.

Misure di Conservazione/Piano di Gestione

Piano di gestione – D.A n. 2488/2 del 09 febbraio 2017

 

 

Da Piscinas a Riu Scivu

Codice:  ITB040071  Tipologia:  ZSC  Regione biografica: Mediterranea 

Other Site Characteristics

Il SIC è compreso tra la foce del Rio Piscinas e “Sa Punta sa Galleria”, comprendendo le spiagge di “Piscinas” (con le sue bellissime dune), di “Is Arenas” e di “Scivu”, ed estendendosi su una superficie di 2.854 ha, di cui circa 560 marini. All’interno del SIC vi sono aree comunali, aree private (tra cui anche alcune delle più belle dune presenti nella spiaggia di Piscinas) e un’area appartenente al Ministero di Grazia e Giustizia, che comprende una ex Colonia Penale e la spiaggia di “Is Arenas”.Il campo dunale è poggiante su una antica insenatura colmata dal mesozoico al cenozoico dal rio Naracauli (al centro) e dal rio Piscinas (a sud) con progressiva crescita delle dune (Quaternario) che in quest’area si estendono per diversi chilometri
raggiungendo altezze rilevanti. E’ netta la linea di demarcazione tra le sabbie e le colline circostanti (P.Tinnacci, P. Perdalba, Cuccuru Pranu) per lo più di natura scistosa. I suoli, il cui substrato è costituito da sabbie, appartengono al grande gruppo degli xeropsamments, caratterizzati da tessitura sabbiosa, debole aggregazione e elevata permeabilità.

Qualità e importanza

Il campo dunale di Piscinas è uno dei più belli, estesi e importanti dal punto di vista vegetazionale, infatti si può riscontare tutta la vegetazione tipica delle sabbie costiere del mediterraneo. In questo ambiente si sviluppano le formazioni vegetali delle classi Cakiletea, Ammophioletea, e Helichryso-Crucianelletea. In particolare questo sito rappresenta il locus classico dell’associazione Scrophulario ramosissimae-Crucianelletum maritimae in contatto catenale con l’associazione stabile Pistacio lentici-Juniperetum macrocarpae. Sulle dune stabilizzate è diffusa l’associazione stabile Pistacio lentisci-Juniperetum macrocarpae caratterizzata da ginepro coccolone (Juniperus macrocarpa e lentisco (Pistacia lentiscus) che contribuisce in maniera incisiva al consolidamento delle dune. In aree retrodunali e riparate questo campo dunale presenta anche episodi di bosco a quercia della palestina (Quercus calliprinos) e pungitopo (Ruscus aculeatus), di indubbio valore naturalistico. Il Sito inoltre vanta, nel suo tratto merino, la presenza delle praterie di posidonia in un buon stato di conservazione. Dal punto di vista faunistico il sito è importante per la presenza di un ricco contingente avifaunistico e del Cervo sardo.

Misure di Conservazione/Piano di Gestione

Piano di gestione – D.A n. 26012/42 del 03 dicembre 2015

 

Capo Pecora

Codice: ITB040030 Tipologia: ZSC Regione biografica: Mediterranea 

Other Site Characteristics

I campi dunali a nord e a sud del sito comprendono aspetti vegetazionali tipici delle spiagge e delle depressioni retrodunali. Alta potenzialità protezionistica del promontorio che separa campi dunali a nord e a sud ad alto rischio di degradazione.

Qualità e importanza

Notevole biodiversità del sito per gli ambienti costieri e terrestri. Aspetti vegetazionali tipici di ambienti sabbiosi e rupicoli. Presenza di specie endemiche e di specie ad alto interesse fitogeografico quali la quercia di Palestina (Quercus calliprinos). Costituisce l’habitat ideale per uccelli quali il falco pellegrino e il marangone dal ciuffo. Colonizzazione dell’area da parte di alcuni esemplari di cervo sardo.

Misure di Conservazione/Piano di Gestione

Piano di gestione – D.A. n. 66 del 30/07/2008

 

Monte Linas – Marganai

Codice: ITB041111 Tipologia:  ZSC  Regione biografica: Mediterranea 

 

Other Site Characteristics

Straordinaria varieta’ di fenomeni geologici e strutturali e dalla eccezionale presenza di tutta la serie cronologica delle formazioni terrestri, dal Cambriano inferiore alle formazioni caratterizzanti il Quaternario della Sardegna.

Qualità e importanza

Area di grande interesse botanico, oltre che per la presenza di habitat della Direttiva il sito ospita specie di notevole importanza quali: Helichrysum montelinasanum, endemica del Sulcis-Iglesiente che ha qui il suo locus classicus e Anchusa montelinasana, esclusiva del massiccio. Oltre a queste sono presenti numerose specie endemiche, tra le quali si segnalano Evax rotundata, Festuca morisiana, Genista salzmanii, Genista sulcitana, Armeria sulcitana, Galium glaucophyllum, Blechnum spicant, Viola corsica subsp. limbarae, Bryonia marmorata, Arenaria balearica, Arum pictum ssp. pictum. Area di elevato interesse paleontologico, per la presenza di importanti taxa a livello internazionale, nazionale e regionale. Area di elevato interesse naturalistico, per la presenza di habitat unici, ormai scomparsi in tutto il bacino del Mediterraneo, come la foresta su formazioni carbonatiche del Marganai. Area di elevato interesse speleologico, per la presenza di cavità carsiche popolate da rara fauna troglobia e dalle caratteristiche strutturali uniche. Area di elevato interesse geologico-strutturale per la presenza di successioni litologiche pre-cambriane e per le testimonianze di eventi tettonici di rilevanza regionale. Area di elevato interesse faunistico, sia per la presenza di specie della Direttiva che per il notevole numero di specie endemiche e di interesse venatorio. Area di elevato interesse storico-sociologico per la presenza di siti archeologici e strutture archeo-industriali.

Misure di Conservazione/Piano di Gestione

Piano di gestione – D.A. n.61 del 30/07/2008

 

Is Compinxius – Campo Dunale di Bugerru – Portixeddu

Codice: ITB042247 Tipologia:  ZSC  Regione biografica: Mediterranea 

Other Site Characteristics

Il tratto costiero che da Portixeddu prosegue verso sud è caratterizzato da una costa bassa e sabbiosa che si sviluppa per una lunghezza di circa 6 Km interrotta, in corrispondenza della località “Nido d’Aquila”, dalla scogliera calcarea che si estende per circa 1.5 Km, separando la spiaggia di Portixeddu-S.Nicolò da quella di Buggerru. Dietro la spiaggia di Portixeddu-S.Nicolò si sviluppa l’importante campo dunare. Il basamento è costituito esclusivamente da rocce di età paleozoica riferibili al Cambriano e all’Ordoviciano, interessate da
più eventi tettonici.Le litologie del Cambriano sono quelle appartenenti al Gruppo di Gonnesa o “Metallifero Auct.” (Cambriano inf.) costituito dai Membri della Dolomia rigata, della Dolomia grigia e del Calcare ceroide, che affiorano nel settore meridionale dell’area in esame (falesia di S.Nicolò-Buggerru); subordinatamente si rinvengono affioramenti di calcare nodulare della Formazione di Cabitza (Cambriano med-Ordoviciano inf.).La serie di rocce clastiche ordoviciane si trova a contatto spesso tettonizzato con il Cambriano ed è costituita dalla “Puddinga Auct.” (Ordoviciano med., costituita da conglomerati poligenici a cemento arenaceo o argilloso, di colore rosso-vinaccia), e dalla Formazione di Portixeddu (Ordoviciano sup., costituita da metasiltiti grigio-verdi scure, fossilifere, metargilliti con pirite e nodi fosfatici e intercalazioni di metavulcaniti basiche e metatufiti (Barca et al.,1992), che affiorano nell’intorno di Portixeddu e nell’area retrostante il complesso dunare). Il contenuto fossilifero è costituito da associazioni a Brachiopodi, Briozoi, Cistoidi, Crinoidi e, subordinatamente, da Gasteropodi, Bivalvi ecc. Questa formazione ha spessore variabile tra 60-100m e affiora in tutta l’area di Portixeddu, al livello del mare in località Perdischedda, sui rilievi più elevati come Punta de Su Guardianu, Punta Pirastu, Punta Arcu de Su Ludragu e nei dintorni di Piscina Morta, sede di uno stagno temporaneo. Al di sopra dei litotipi che costituiscono il basamento paleozoico si rinvengono i depositi eolici che costituiscono l’esteso sistema dunare. Sono presenti inoltre paelosuoli e depositi di versante, depositi fluviali e depositi litorali che vengono trattati in maniera più estesa nel capitolo relativo all’area contermine al sito.Verso l’interno si evidenziano differenze tra i rilievi calcarei e quelli dolomitici, i primi caratterizzati da morfologia più aspra, versanti acclivi, pareti sub-verticali prive di vegetazione e fenomeni carsici (Sa Pala Manna-Lisandrus; Grotta delle Lumache). I secondi sono caratterizzati da morfologie più dolci e sono interessati da vegetazione più fitta (Monte Malfidaneddu). L’attività mineraria ha interessato entrambe le litologie determinando profonde modificazioni del paesaggio con scavi (Malfidano, Pranu Sartu) e discariche di sterili.I terreni ordoviciani affiorano invece nei settori orientale e settentrionale. Le forme su queste litologie sono abbastanza dolci nel settore costiero settentrionale mentre sono più aspre, con valli incassate e creste aguzze nel settore di Piscina Morta.

Qualità e importanza

Rappresenta l’unica stazione sarda in cui il pino domestico (Pinus pinea) viene riconosciuto come specie autoctona. Sulle dune marittime di Portixeddu-Buggerru infatti accanto ai recenti impianti eseguiti ad iniziare dal 1958 dal CorpoForestale, si rinvengono numerosi boschetti di Pinus pinea spontaneo con esemplari anche secolari. La pineta a pino domestico si colloca in rapporto con il bosco a Quercus calliprinos dell’associazione Rusco aculeati-Quercetum calliprini e si afferma quando si realizza un forte degrado di tale foresta a cui fanno seguito fenomeni di deflazione eolica o di erosione dei versanti dunali. I pini allora svolgono un’azione stabilizzante delle sabbie e favoriscono la formazione di dune alte con carattere secondario. Nel campo dunale di Portixeddu-Buggerru la pineta a pino domestico rappresenta un aspetto paraclimacico dell’associazione Rusco aculeati-Quercetum calliprini che si insedia, quando, in seguito alla degradazione delle formazioni boschive, subentrano fenomeni di erosione del suolo, di deflazione eolica e forte acclività dei versanti. La foresta a Quercus calliprinos costituisce l’elemento terminale della serie dinamica della fascia costiera sabbiosa. La sua rarità è dovuta all’uso agricolo delle aree retrodunali e la sua conservazione costituisce un obbligo per il mantenimento della biodiversitaà nel mediterraneo. Lasuccessione catenale si completa verso il mare con l’associazione Pistacio-Juniperetum macrocarpae che si pone a sua volta in contatto con la vegetazione del Crucianellion maritimae collegata catenalmente allo Sporobolo-Agropyretum juncei e quindi al Salsolo-Cakiletum maritimae. Il sito riveste particolare importanza conservazionistica in quanto ospita l’unico popolamento di Dianthus morisianus

Misure di Conservazione/Piano di Gestione

Piano di gestione – D.A. n.59 del 30/07/2008

 

 

Costa di Nebida

Codice:  ITB040029 Tipologia:  ZSC  Regione biografica: Mediterranea

Other Site Characteristics

Il SIC copre una distanza Nord-Sud di circa 20 km in linea d’area, interessando le aree costiere e quelle interne in prossimità della costa dei Comuni di Buggerru, estremità settentrionale del SIC, Iglesias, Gonnesa, Portoscuso, la cui frazione Nuraxi-Figus rappresenta l’estremità meridionale. Ha una forma irregolare, che segue l’andamento della costa, con due nuclei principali ricadenti a Nord nel Comune di Iglesias, e a Sud nel Comune di Gonnesa.In questo sito sono concentrati la maggior parte degli elementi più significativi delle morfologie costiere sarde: falesie calcaree paleozoiche, spiagge sabbiose e ciottolose, affioramenti di scisti di età cambriana (soprattutto nelle aree più basse della valle del Rio S. Giorgio) e il complesso delle puddinghe rosso-violacee dell’ordoviciano (formazione caratteristica dell’Iglesiente). La variabilità di colori, tutti molto intensi, rende la costa del tutto singolare. Nel complesso si tratta di una costa alta e rocciosa con grandi accumuli di blocchi franati al livello del mare e sottoposta ad una intensa attività erosiva. La parte meridionale del SIC è caratterizzata da depositi vulcanici e alluvionali del Cenozoico e del Quaternario e presenta morfologie prevalentemente pianeggianti. Oltre a questi sono presenti, nella fascia costiera nei territori comunali di Gonnesa e Portoscuso, accumuli di sabbie di origine eolica, che ospitano una flora psammofila della serie di Juniperus oxycedrus ssp. macrocarpa.I settori di maggiore interesse dal punto di vista floristico sono quelli calcarei, caratterizzati dalle metadolomie e metacalcari della Formazione di Gonnesa o”Metallifero” (Cambriano-Ordoviciano). Tali affioramenti sono diffusi soprattutto a Nord di Iglesias e caratterizzano le morfologie sia costiere che interne. I substrati carbonatici ospitano una flora specializzata caratterizzata dalla ricchezza di specie endemiche, soprattutto legate agli ambienti rupestri e perciò maggiormente influenzate dalla composizione delle rocce. L’attività umana che ha maggiormente segnato questi territori è quella mineraria. All’interno del perimetro del SIC le discariche minerarie sono diffuse quasi capillarmente. Da un lato la loro presenza è causa di un forte impatto sul territorio e sottrae spazi alle formazioni vegetali naturali, dall’altro, in alcuni casi, tali depositi ospitano un ricco contingente di specie endemiche, altrove rare e sporadiche, che hanno trovato sui substrati contaminati un terreno idoneo a formare ampi popolamenti, come il Limonium merxmuelleri, specie esclusiva di questi ambienti. Gli habitat di interesse comunitario ricoprono un’estensione pari circa alla metà della superficie del SIC. Nella restante parte sono presenti principalmente gli aspetti di gariga e macchia bassa derivate dalle formazioni mature, non incluse negli habitat dell’allegato I, oltre alle aree antropizzate, rappresentate in gran parte dai coltivi, estesi in particolare nella parte meridionale del SIC

Qualità e importanza

Area importante, dal punto di vista faunistico, soprattutto per la presenza di numerose specie di uccelli di interesse comunitario, delle quali alcune prioritarie, che in essa gravitano o si riproducono. Area importante soprattutto per l’alimentazione e la riproduzione del Falco pellegrino. Le specie prioritarie sono legate a tipologie ambientali differenti: ambienti marini, lacuali o forestali, ad indicare l’elevata eterogeneità paesaggistica del Sito.Dal punto di vista vegetazionale l’area deve la sua importanza alla presenza di formazioni vegetali uniche in tutta Europa, riconducibili a numerosi habitat di interesse comunitario. L’area assume anche un particolare valore floristico per la presenza di diverse specie floristiche di importanza conservazionistica: Linum muelleri, Brassica insularis (all.II DIR. Habitat), Bellium crassifolium var. canescens, Limonium merxmuelleri, Sesleria insularis ssp. morisiana e Verbascum plantagineum (esclusive del Sulcis-Iglesiente), Galium schmidii, Genista sardoa ̧ Helichrysum saxatile ssp. morisianum, Hyoseris taurina, Iberis integerrima, Limonium sulcitanum, Plagius flosculosus e Seseli praecox (endemiche), Cosentinia vellea ssp. bivalens e Lavatera maritima (rare in Sardegna). L’alto valore di biodiversità delle specie vegetali e delle formazioni vegetali uniche in tutta Europa conferisce al sito rilevanti qualità ambientali, di tutto interesse europeo.Inoltre il SIC ha una notevole importanza storico-paesaggistica, dovuta alla bellezza delle sue coste, formate da falesie a picco sul mare e isolotti più o meno grandi (Pan di zucchero), ad esse antistanti e alle suggestive vecchie miniere dislocate su tutto il territorio (caratteristiche soprattutto nella zona di Bugerru.

Misure di Conservazione/Piano di Gestione

Piano di gestione – D.A. n. 23130/38 del 29 ottobre 2015