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Elementi del paesaggio e aspetti naturalistici

Elementi del paesaggio

Dalla periferia nord di Roma il percorso raggiunge la campagna romana, caratterizzata da paesaggio collinare dolce, a struttura essenzialmente tabulare, originato dall’attività dei Vulcani Sabatini, un distretto eruttivo che, a partire da circa 600.000 anni fa, riversò su una preesistente area pianeggiante enormi quantità di lava, piroclastiti e tufi con eruzioni a carattere spesso esplosivo. Il percorso prosegue verso nord, lambendo a tratti, o attraversando, incisioni vallive dalla forma a V e forre che interrompono la continuità dei depositi vulcanici. Prima di arrivare a Campagnano, piega verso ovest, in direzione di Bracciano. La valle di Baccano, il lago di Martignano ed il grande lago di Bracciano sono esempi di caldere, crateri e conche di origine vulcano-tettonica che in alcuni casi, anche per la presenza di sorgenti, ospitano laghi la cui forma tondeggiante ricorda la loro origine, dovuta al riempimento delle porzioni sommitali collassate di antichi vulcani. Dopo Bracciano il paesaggio cambia nell’area dei Monti della Tolfa, un complesso collinare che sorge nell’immediato entroterra della costa tirrenica, eterogeneo sia dal punto di vista litologico che morfologico. Le colline raggiungono quote superiori ai 600 m s.l.m., con versanti a medio-alta acclività e valli che localmente possono presentarsi anche molto incise. Tra queste la valle del fiume Mignone, che il percorso segue in un primo tratto lambendo il corso d’acqua, poi a distanza, dapprima verso nord poi verso ovest, ossia verso il mare. Poco a sud di Monte Romano torna un paesaggio caratterizzato da morbide colline, formate da depositi marini prevalentemente argillosi; il percorso attraversa la necropoli di Tarquinia, poi il centro abitato stesso fino ad arrivare alla piana costiera e al mare. Tornando verso l’entroterra, il paesaggio rimane invariato fino a poco prima di Tuscania. Da qui, fino a Viterbo, il percorso si sviluppa nuovamente su terreni costituiti da prodotti eruttivi: lave, ignimbriti e piroclastiti; si ripresenta quindi un paesaggio simile a quello del tratto iniziale, ove però domina il complesso montuoso del vulcano Cimino-Vicano. Il tratto finale del percorso compie un anello che sale verso la cima di Monte Cimino, raggiungendo quote prossime ai 700 m s.l.m., e ridiscende il fianco nord-occidentale della montagna fino a tornare su terreno semipianeggiante o debolmente ondulato, con arrivo a Viterbo.

… e aspetti naturalistici

Dalle porte di Roma, il percorso si snoda in direzione nord-ovest all’interno del Parco regionale di Veio, caratterizzato da valli profonde e strette, scavate nel tufo dai corsi d’acqua, fino a raggiungere l’area del Sorbo (antico cratere) e la valle del fiume Cremera (ZSC). Qui si rinviene un ambiente fluviale ben conservato con salici e pioppi sulle sponde e un’importante fauna ittica. Lungo le strette valli crescono boschi caducifogli tipici di ambienti umidi, considerati di interesse prioritario a livello europeo. La strada si dirige quindi ad ovest entrando nel comprensorio dei laghi di Bracciano e Martignano (ZPS, ZSC; Ciclovia dei due laghi), importanti siti di conservazione non solo per pesci e uccelli acquatici, ma anche per una ricca comunità di uccelli svernanti. Si attraversa quindi la Macchia di Manziana (ZSC, Macchia di Manziana), bosco maturo di cerro, che rende possibile la vita ad una tipica fauna forestale, per entrare poi nel territorio del fiume Mignone (ZSC), dove diversi habitat acquatici e ripariali ospitano molti animali legati ad ambienti umidi, come alcune specie di anfibi. Siamo all’interno del più vasto Comprensorio Tolfetano-Cerite-Manziate (ZPS), complesso collinare vicino alla costa di grande importanza naturalistica per l’elevata biodiversità. Dopo l’abitato di Tarquinia il percorso raggiunge il mare (Saline Tarquinia) in corrispondenza di un tratto di costa con fondali marini protetti a livello comunitario. Poi di nuovo verso l’interno, prima in direzione nord-est attraverso aree agricole e quindi verso sud, parallelamente all’alto corso del fiume Marta (ZSC), dove vive una importante fauna ittica, fino a Monte Romano (ZSC e ZPS), che con un mosaico di ambienti diversi rende possibile la vita di numerose specie animali tutelate a livello comunitario. Proseguendo verso est e nord-est il percorso raggiunge il versante nord del Monte Cimino (ZSC, link a box Faggeta Monte Cimino), dove le cerrete e i castagneti delle quote più basse lasciano il posto, sulla vetta, ad una formazione boschiva costituita da imponenti faggi.

Dati di base

Carta delle Unità fisiografiche dei paesaggi italiani (Carta della Natura alla scala 1:250.000)

Formulari standard dei siti di interesse comunitario (http://www.minambiente.it/pagina/schede-e-cartografie)

Manuale italiano di interpretazione degli habitat della direttiva 92/43/CEE (http://vnr.unipg.it/habitat/)