Porto Palo di Capo Passero – Siracusa

Tappa 90: Porto Palo di Capo Passero – Siracusa

Info tappa

Data di Partenza: 

Sabato 19 settembre 2020

Comuni attraversati:

Portopalo di Capo Passero, Avola, Noto, Pachino, Siracusa

Lunghezza percorso: km 66,4

Mappa percorsi settimanali e Sistema delle Aree protette terrestri

SIti Natura 2000

ITA090001

Isola di Capo Passero

ZSC – Regione Biogeografica Mediterranea

Other Site Characteristics

L’isola posta nell’estrema punta meridionale della Sicilia risulta costituita da una piattaforma calcarea leggermente inclinata poggiante su di un basamento basaltico. Essa raggiunge nel punto più alto la quota di 21 m ed è caratterizzata da un bioclima termomediterraneo inferiore secco inferiore. La superficie si presenta prettamente rocciosa con una linea costiera caratterizzata da costoni più o meno verticali. Lungo la punta occidentale il litorale è più piatto con depositi sabbiosi. La vegetazione è rappresentata da una macchia a Chamaerops humilis cui si associa Sarcopoterium spinosum, mentre sulle rupi costiere si insedia una vegetazione alofila in cui hanno il loro optimun Crithmum maritimum e Limonium hyblaeum. Frammisti a questa vegetazione perenne ci sono praticelli effimeri. Si rinvengono pure esempi di vegetazione psammofila molto impoveriti.

Quality and importance

Questo isolotto presenta ancora esempi di vegetazione naturale divenuti abbastanza rari a causa dell’antropizzazione sulla vicina costa siciliana. Inoltre sono presenti alcuni interessanti endemismi come pure specie abbastanza rare in Sicilia. Qui si trovano anche diverse entità che nell’area regionale sono rare o ritenute di rilevante interesse fitogeografico, a loro volta menzionate nell’elenco riportato nella sezione 3.3 .Si rinvengono aspetti di vegetazione psammofila, di macchia, gariga e di vegetazione alofila rupicola ed una fauna adattata a questi ambienti xerici. L’isola è utilizzata da numerose specie di uccelli come area di foraggiamento, di sosta o di svernamento.

Piano di Gestione/Misure di Conservazione

D.D.G. 3/2016

Misure di Conservazione

ITA090004

Pantano Morghella

ZSC – Regione Biogeografica Mediterranea

Other Site Characteristics

Interessante ambiente palustre costiero interessato da acque salmastre soggette a disseccamento estivo. Parte di questo pantano, attualmente, è utilizzato come salina. Sotto il profilo idrogeologico il pantano Morghella è alimentato da acque meteoriche e da acque marine, per infiltrazioni attraverso lo stretto cordone dunale. L’area è interessata da un clima termomediterraneo inferiore con precipitazioni medie annue di circa 500 mm e temperature medie annue di 18 °C. La vegetazione che vi si impianta è rappresentata da formazioni alofile perenni dei Sarcocornietea fruticosae, e annuali dei Thero-Suedetea. Frequente è pure la vegetazione sommersa dei Ruppietea e quella ad elofite dei Juncetea maritimi.

Quality and importance

Zona palustre costiera interessata da una vegetazione alofila molto specializzata, sito di sosta per l’avifauna migratoria. Nonostante la pesante influenza antropica, in questa area è possibile ancora osservare numerosi esempi di associazioni alo-igrofile sia sommerse che anfibie, alcune delle quali di un certo interesse naturalistico. Questo ambiente palustre costiero che fino agli anni ’80 era utilizzato in gran parte come salina e che attualmente rappresenta un sito di sosta per molte specie migratrici. La sua importanza è legata essenzialmente al suo ruolo ecologico e strutturale all’interno del sistema delle aree umide della Sicilia sudorientale, del quale rappresenta un importante nodo strategico. La sua conservazione è quindi strettamente legata alla integrità dell’intero sistema all’interno del quale avvengono frequenti e documentati scambi faunistici. Esso conserva inoltre una frazione significativa della più ricca fauna invertebrata che caratterizza Vendicari.

Piano di Gestione/Misure di Conservazione

D.D.G. 3/2016

Misure di Conservazione

 

ITA090005

Pantano di Marzamemi

ZSC – Regione Biogeografica Mediterranea

Other Site Characteristics

Interessante ambiente lacustre costiero caratterizzato da acque marcatamente salmastre, attualmente influenzato da varie attività antropiche, in particolar modo dall’espansione urbanistica. Lo stato di salute di queste limitate aree umide costiere è piuttosto precario. Sotto il profilo idrogeologico i pantani di Marzamemi sono alimentati da acque meteoriche e da acque marine, per infiltrazioni attraverso lo stretto cordone dunale e attraverso canali di collegamento con il mare. Si tratta di acque salmastre soggette a totale disseccamento estivo. L’area è interessata da un clima termomediterraneo inferiore con precipitazioni medie annue di circa 500 mm e temperature medie annue di 18 °C. La vegetazione che vi si impianta è rappresentata da formazioni alofile perenni dei Sarcocornietea fruticosae, e annuali dei Thero-Suedetea. Frequente è pure la vegetazione sommersa dei Ruppietea e quella ad elofite dei Phragmito-Magnocaricetea.

Quality and importance

Zona palustre costiera interessata da una vegetazione alofila molto specializzata, sito di sosta per l’avifauna migratoria. Nonostante la pesante influenza antropica, in questa area è possibile ancora osservare numerosi esempi di associazioni alo-igrofile sia sommerse che anfibie, alcune delle quali di un certo interesse naturalistico e indispensabili per il sostentamento dell’avifauna. Questo interessante ambiente lacustre costiero risulta essere di un certo valore geobotanico, nel quale si rinvengono lembi di vegetazione naturale rappresentati da aspetti psammofili, alofili, pantani salmastri e di rupi costiere. Si tratta di un sito di modeste dimensioni, soffocato fra l’altro da una intensa urbanizzazione, che è tuttavia integrato in un sistema più vasto di aree umide e come tale utilizzato regolarmente da un certo numero di specie di uccelli tipiche degli ambienti umidi salmastri mediterranei di questa regione. La sua importanza deriva essenzialmente dal suo ruolo ecologico e strutturale nella costituzione del sistema delle aree umide della Sicilia sudorientale, del quale rappresenta un importante nodo strategico. La sua conservazione è quindi strettamente legata al mantenimento dell’integrità dell’intero sistema all’interno del quale avvengono frequenti e documentati scambi faunistici. Esso conserva inoltre una frazione significativa della ricca fauna invertebrata dell’area di Vendicari.

Piano di Gestione/Misure di Conservazione

D.D.G. 3/2016

Misure di Conservazione

 

ITA090002

Vendicari

ZSC – Regione Biogeografica Mediterranea

Other Site Characteristics

Si tratta di un’area costiera di notevole valore naturalistico e paesaggistico. Si rileva infatti una elevata biodiversità vegetale per l’elevata varietà di habitat, dovuta alla presenza di vari tipi di substrati come pure a situazioni edafiche e idrogeologiche molto particolari. Si osservano infatti cordoni dunali ben sviluppati e maturi in cui è possibile osservare una seriazione psammofila completa. Gli aspetti vegetazionali sono rappresentati da quelli effimeri dei Cakiletea maritimae, da quelle perenni erbacee degli Ammophiletea, dalle garighe dei Cisto-Micromerietea e dalla macchia a Juniperus macrocarpa. Anche la vegetazione che si insedia sulle scolgiere marine è ben rappresentata. Sono presenti infatti comunità alofile dei Crithmo-Limonietea, caratterizzata dal Limonium syracusanum, endemismo ibleo, garighe a Sarcopoterium spinosum e aspetti di macchia a Mirto e Lentisco. Ben rappresentate sono inoltre le comunità alofile delle paludi salmastre retrostanti al cordone dunale, con numerose associazioni dei Sarcocornietea fruticosae, dei Thero-Suaedetea, e degli Juncetea maritimi. Nelle parti centrali delle paludi durante il periodo in cui sono sommerse si rinviene una densa vegetazione a idrofite sommerse in cui dominano alghe come Lamprothamniun papulosum e fanerogame appartenenti ai generi Ruppia, Potamogeton e Althenia. Le depressioni umide ospitano durante tutto l’anno una ricca avifauna stanziale e migratoria. Sotto il profilo geologico l’area è caratterizzata da affioramenti rocciosi di natura calcarenitica, calcarea e marnosa. Alternati a questi si trovano estesi depositi sabbiosi che verso l’interno vengono sostituiti da lagune per la presenza di substrati impermeabili di natura argilloso-limosa. Il bioclima rientra nel termomediterraneo subumido con temperature medie annue di circa 18 °C e precipitazioni medie annue superiori a 500 mm.

Quality and importance

In quest’area si possono osservare esempi ancora ben conservati di vegetazione psammofila rappresentata soprattutto dalla macchia a Juniperus macrocarpa, formazione questa ormai piuttosto rara sull’isola. Ben rappresentate sono pure lungo il litorale roccioso le formazioni alofile dei Crithmo-Limonietea, le garighe a Sarcopoterium spinosum e la macchia dell’Oleo-Ceratonion. Ben conservate ricchi floristicamente sono pure le formazioni alofile perenni dei pantani salmastri che ricoprono attualmente estese superfici. Questo biotopo nel complesso rappresenta un raro esempio di quello che in passato era la vegetazione costiera della Sicilia sud-orientale.La presenza della Riserva ha permesso di mantenere gli habitat le loro peculiarità in buono stato di conservazione; un’efficace opera di sorveglianza ha consentito la sosta indisturbata e la nidificazione di nuove specie di uccelli, arricchendo il già cospicuo elenco di specie. Interessante risulta la presenza dell’Occhione e della Calandrella, rarefatte ed in forte declino in buona parte del loro areale e quindi in uno precario stato di conservazione. In questo contesto è tuttavia da menzionare la scomparsa recente della Calandra, presente a Vendicari fino alle precedenti indagini. La varietà e l’integrità degli habitat naturali fortemente integrati ed interconnessi fra loro trovano riscontro nell’elevata biodiversità che caratterizza questa area per quanto riguarda la mammalofauna e soprattutto l’erpetofauna. la fauna invertebrata è ricchissima di endemiti siculi, talora molto localizzati e spesso noti per la sola area di Vendicari, ed annovera inoltre molte specie rare che di frequente si trovano al limite settentrionale del loro areale di distribuzione. Lo studio di questa fauna riveste un grande interesse scientifico dal punto di vista faunistico, zoogeografico, conservazionistico ed eco-etologico.

Piano di Gestione/Misure di Conservazione

D.D.G. 3/2016

Misure di Conservazione

 

ITA090007

Cava Grande del Cassibile, Cava Cinque Porte, Cava e Bosco di Bauli

ZSC – Regione Biogeografica Mediterranea

Other Site Characteristics

Il sito include gran parte del bacino idrografico del Fiume Cassibile, presso Avola. Questo corso d’acqua occupa il fondo di una profonda e spettacolare valle caratterizzata da versanti piuttosto acclivi con estese pareti rocciose. I substrati sono costituiti essenzialmente da calcari miocenici profondamente incisi da fenomeni carsici. Lungo il fondo valle si osservano numerosi laghetti intervallati a piccole cascate e balze rocciose. Il bioclima rientra termomediterraneo con obrotipi compresi tra il subumido inferiore e superiore. La vegetazione naturale è piuttosto degradata ed è rappresentata soprattutto da praterie ad Ampelodesmos mauritanicus e da garighe ad erica e rosmarino. Le formazioni forestali più frequenti e ancora ben conservati sono quelle ripariali a Platanus orientalis e Salix pedicellata, mentre piuttosto rari sono i boschi sempreverdi a Quercus ilex. Le pareti rocciose ospitano una vegetazione casmofila molto specializzata e ricca di specie endemiche e rare appartenenti al Dianthion rupicolae. Significativi anche se poco frequenti sono le formazioni igrofile ad elofite dei Phragmito-Magnocaricetea e quelle legate alle pareti stillicidiose ad Adiantum capillus-veneris e Pteris vittata.

Quality and importance

La Cava Grande del Fiume Cassibile rappresenta una delle valli di maggior pregio paesaggistico e naturalistico di tutto l’altopiano ibleo. La spettacolarità e peculiarità degli ambienti rocciosi e umidi di fondovalle richiama un notevole turismo di massa. Di particolare bellezza sono le pareti rocciose incise dalle acque del fiume e i profondi laghetti presenti sul fondovalle. Sotto il profilo naturalistico non sono da sottovalutare gli enormi esemplari di centenari platani diffusi lungo le sponde fluviali, come pure la presenza di numerose specie endemiche o rare che si rinvengono sulle pendici della valle, che per loro rilevante interesse fitogeografico, vengono menzionate in parte nell’elenco riportato nella sezione 3.3 (D).Rappresenta una vera e propria isola naturale all’interno di un contesto fra i più antropizzati della Sicilia e, dal punto di vista morfologico e paesaggistico, è certamente la valle la più spettacolare di tutto l’altipiano ibleo. Risulta caratterizzata da una vegetazione riparia a Platanus orientalis e salici, da una peculiare vegetazione rupicola, da dense leccete e da vegetazione steppica, che ospitano numerose specie endemiche. Tutto il sito riveste quindi un eccezionale interesse geobotanico. La fauna vertebrata non presenta emergenze faunistiche di particolare rilievo, a parte alcune eccezioni relative all’ornitofauna. Tuttavia la cava rappresenta per molti Vertebrati un vero e proprio sito di rifugio e nidificazione, consentendo la sopravvivenza e la riproduzione di specie come l’ Istrice, la Martora, numerosi Rapaci diurni e notturni, la Testuggine terrestre, la Testuggine d’acqua, il Colubro leopardino e la Raganella, che altrimenti difficilmente sarebbero presenti nell’entroterra ibleo. Ricchissima ed articolata è la fauna invertebrata con numerose specie endemiche e/o rare, stenotope e stenoecie di elevatissimo valore scientifico. Infatti, proprio fra questa fauna, si trovano alcuni degli elementi che appartengono al contingente più antico della fauna siciliana, salvatosi, almeno parzialmente, a seguito del lungo isolamento geografico di questa area durante i periodi geologici recenti (Pliocene e Pleistocene). Un pregio particolare riveste, in questo contesto, la fauna dulcaquicola che può annoverare molti paleoendemiti, alcuni dei quali possono essere considerati dei veri e propri fossili viventi. Da rilevare, infine, la presenza della Salmo (Trutta) macrostigma, per la quale il fiume Cassibile rappresenta uno dei pochi siti noti per la Sicilia.

Piano di Gestione/Misure di Conservazione

D.D.G. 890/2016

Misure di Conservazione

 

ITA090006

Saline di Siracusa e Fiume Ciane

ZSC – Regione Biogeografica Mediterranea

Other Site Characteristics

All’interno del sito sono presenti un’area palustre costiera caratterizzata da acque salmastre e da due corsi d’acqua perenni rappresentati dall’intero Fiume Ciane, alimentato da due sorgenti freatiche di notevole portata, e dal tratto terminale del Fiume Anapo che sfocia in un unico estuario insieme al Ciane. Geologicamente l’area, più o meno pianeggiante, è caratterizzata da depositi fluviali limoso-argillosi e da uno stretto cordone dunale sabbioso. Il bioclima del sito rientra nel termomediterraneo secco superiore, con temperature medie annue di poco superiori ai 18 °C e precipitazioni medie annue di 543 mm. Gli aspetti vegetazionali più interessanti presenti sono quelli legati ai corsi d’acqua rappresentati da fragmiteti ricci in Cyperus papyrus spp. siculus, in cui questa ciperacea ha la sua popolazione più importate in Sicilia. Lungo il corso d’acqua sono presenti formazioni a idrofite sommerse e galleggianti ben differenziate e ricche floristicamente. Le aree palustri salmastre ospitano invece una vegetazione alofila abbastanza ricca e diversificata con estese superfici ricoperte da associazioni annuali e perenni. La maggior parte dell’area è comunque interessata da coltivazioni sia erbacee che legnose soprattutto agrumeti.

Quality and importance

Il litorale ha subito forti regressioni ed è soggetto ad accumulo da parte di rifiuti solidi umani, riducendo gli spazi vitali per le specie legate al litorale come il Fratino, la Pittima minore e la Pivieressa.Per quanto riguarda l’asta fluviale, il corso è interessato su entrambe le sponde da un agricoltura spesso intensiva, sarebbe quindi necessario creare una fascia di rispetto adeguata . Di notevole interesse alcune aree nei pressi del fiume Ciane e del canale Mammaiabica soggette a temporanei allagamenti. In autunno e primavera esse sono frequentate da molte specie come il Combattente e la Pittima reale, in inverno svernano nuclei di Piviere dorato. In alcuni la casi la vegetazione si è estesa all’interno dei pantani, avvantaggiando Rallidi e Passeriformi come il Pettazzurro, ma svantaggiando Caradriformi, Ciconiformi e Anseriformi. Particolare rilevanza rivestono le popolazioni a Cyperus papyrus ssp. siculus localizzate soprattutto lungo il tratto iniziale del Fiume Ciane, che ha sempre richiamato l’attenzione dei botanici e dei turisti. L’area palustre costiera, come pure quella fluviale, oltre al loro valore floristico-vegetazionale rivestono un certo interesse in quanto area di sosta e nidificazione per l’avifauna stanziale e migratoria.

Piano di Gestione/Misure di Conservazione

D.D.G. 303/2017

Misure di Conservazione

 

ITA090029

Pantani della Sicilia sud-orientale, Morghella, di Marzamemi, di Punta Pilieri e Vendicari

ZPS – Regione Biogeografica Mediterranea

Other Site Characteristics

Interessante fascia costiera caratterizzata da un’alternarsi di cordoni dunali e affioramenti rocciosi, rappresentati da calcari miocenici, calcareniti e marne. Nella porzione retrodunale si rinvengono depressioni palustri salmastre, soggette a periodiche sommersioni da parte di acque meteoriche mescolate a quelle marine, che vi arrivano per infiltrazione attraverso il cordone sabbioso o durante le mareggiate. Questi habitat costieri sono interessati da aspetti di vegetazione psammofila, sia annuale (Cakiletea maritimae e Malcolmetalia) che perenne (Ammophiletea), da vegetazione rupicola alofila dei Crithmo-Limonietea, da aspetti di macchia dell’Oleo-Ceratonion, dalle garighe dei Cisto-Micromerietea, da formazioni arbustive a Juniperus macrocarpa, da vegetazione palustre perenne dei Sarcocornietea fruticosae e annuale dei Thero-Salicornietea e Saginetea maritimae, da aspetti ad elofite degli Juncetea maritimi e Phragmito-Magnocaricetea. Frequenti sono pure le praterie steppiche dei Lygeo-Stipetea e praticelli effimeri dei Trachynetalia distachyae. Di particolare rilievo sono le estese depressioni palustri dove oltre ad una vegetazione alofila molto specializzata si rifugia una interessante avifauna staziale e migratoria. Nelle parti centrali delle paludi durante il periodo in cui sono sommerse si rinviene una densa vegetazione a idrofite in cui dominano alghe come Lamprothamniun papulosum e fanerogame appartenenti ai generi Ruppia, Potamogeton e Althenia. Il bioclima della fascia costiera della Sicilia sud-orientale rientra nel termomediterraneo secco o sub umido con temperature medie annue superiori a 18°C e precipitazioni medie annue comprese tra 400 e 500 mm.

Quality and importance

Il complesso di pantani della Sicilia sud orientale per la sua posizione riveste un ruolo moto importante per le migrazioni degli Uccelli. In queste aree vengono registrate le massime presenze per la Sicilia di Ardeidi e Scolopacidi, abbondante è anche il passaggio di Anatidi, con presenze inferiori solo a quelle registrate nel golfo di Gela. Il sito comprende realtà territoriali estremamente eterogenee, e soltanto il complesso dei pantani di Vendicari è sottoposto ad adeguate misure di tutela. La presenza consolidata della Riserva negli anni ha permesso il mantenimento degli habitat e delle loro peculiarità; un’efficace opera di sorveglianza ha consentito la sosta indisturbata e la nidificazione di nuove specie di uccelli, arricchendo il già ricco elenco di specie. Le restanti aree umide di questo complesso hanno invece subito profonde modifiche e sono state sottoposte a costanti disturbi e progressive trasformazioni. L’insieme di questi elementi ha sicuramente ridotto sensibilmente il potenziale di ricettività avifaunistica dell’area nel suo complesso. Interessante risulta la presenza di specie legate all’ambiente agricolo, come l’Occhione e la Calandrella, rarefatte ed in forte declino in buona parte del loro areale e quindi in uno stato precario di conservazione. In questo contesto è da menzionare la scomparsa recente della Calandra, presente a Vendicari fino alle precedenti indagini. Ricchissima ed articolata è anche la fauna degli invertebrati che annovera molte specie endemiche, rare o localizzate, talora note soltanto per le aree umide costiere della Sicilia sudorientale.In quest’area si possono osservare esempi ancora ben conservati di vegetazione alofila palustre, distribuita lungo le sponde dei pantani in fasce più o meno concentriche secondo gradienti di umidità e salinità del suolo. Ben rappresentati sono alcune associazioni abbastanza rare in Sicilia, in cui si rinvengono specie di particolare interesse fitogeografico e talora endemiche, come Limonium pachynense. In qualche tratto costiero si rinvengono ancora dei relitte di formazioni vegetali che in passato erano abbastanza diffuse e ben rappresentate nell’area. Fra queste sono da segnalare le comunità alofile rupestri a Limonium hybleum, la macchia a Quercus calliprinos, e quella a Juniperus macrocarpa.

Piano di Gestione/Misure di Conservazione

D.D.G. 3/2016

Misure di Conservazione

 

ALTRE AREE PROTETTE

EUAP0381  RNR          Riserva naturale Oasi Faunistica di Vendicari

EUAP0372  RNR          Riserva naturale Cavagrande del Cassibile

EUAP0373  RNR          Riserva naturale Fiume Ciane e Saline di Siracusa

Zona Ramsar               RISERVA NATURALE OASI FAUNISTICA DI VENDICARI

Scheda descrittiva